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Zvi Mazel
Diplomazia
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Incolpare ‘el Yahud’ 11/02/2013

Incolpare ‘el Yahud’ *
Analisi di Zvi Mazel

*(l’ebreo,in arabo)

(Traduzione di Angelo Pezzana)

http://www.jpost.com/Magazine/Features/Article.aspx?id=302484


Zvi Mazel

Con l’arrivo al potere dei Fratelli Musulmani, l’anti-semitismo e l’odio per Israele sono oggi parte della cultura egiziana.
Improvvisamente il mondo scopre che i leader egiziani non temono di gridare forte e apertamente il loro odio per gli ebrei e lo Stato ebraico.
L’America chiede chiarimenti in merito allo sfacciato risorgere dell’anti-semitismo del Presidente egiziano Mohamed Morsi.
Uno dei leader dei Fratelli Musulmani, Essam Erian, dice agli ebrei di origine egiziana che vivono in Israele di tornare in Egitto, e di lasciare le loro case ai palestinesi perché entro 10 anni Israele scomparirà.

Erian esprime a voce alta l’anti-semitismo che contraddistingue il suo movimento: non può esistere uno Stato ebraico, e gli ebrei non possono aspirare altro che essere cittadini di serie B negli stati musulmani, dei dhimmi, soggetti alla legge islamica (Shari’a), e sotto la protezione dell’islam accettandone lo status di inferiorità. Nel passato, gli ebrei e altri cittadini non musulmani, dovevano pagare una tassa speciale, la Jizya, adesso gli viene chiesto di tornare in Egitto e pagarla di nuovo, dopo che era stata abolita alla fine del 19° secolo alle soglie della fine dell’Impero ottomano.

Storicamente, l’odio musulmano verso gli ebrei ha origine dal loro rifiuto di accettare la supremazia dell’islam su tutte le altre religioni, come stabilito nella shahada, il credo dei fedeli “ non c’è altro dio oltre Allah, e Maometto è il suo profeta”. Maometto è l’ultimo dei profeti in un’era nella quale l’islam dominerà il mondo, con mezzi pacifici o con la guerra.

L’islam si è appropriato del Vecchio e del Nuovo testamento, e Maometto attaccò gli ebrei, che avevano introdotto il monoteismo nel mondo, perché si erano rifiutati di riconoscerlo e accettare i suoi insegnamenti. Nel Corano ci sono più attacchi agli ebrei che non ai cristiani, che pure avevano rifiutato l’islam. Molti versi insultano gli ebrei, umiliandoli, per esempio con l’affermazione che discendono dai maiali e dalle scimmie, che dovranno sopportare l’ira di Allah, condannati all’inferno nel Giorno del Giudizio se non accetteranno la vera fede.

La Fratellanza Musulmana ha risvegliato l’odio antico. Hassan Banna,  fondatore del movimento nel 1928, lo trasformò  da ‘passivo’ in una dottrina fanatica, riproponendo il Califfato insieme alla lotta contro l’occupazione inglese e l’influenza occidentale in Egitto.

Dappertutto vide le mani degli ebrei: come se stessero attaccando l’islam e il mondo intero.
Adottando il messaggio e il modello cristiano dell’anti-giudaismo, i Fratelli diedero inizio a un odio programmato contro gli ebrei, fomentando pogrom nel quartiere ebraico del Cairo. Negli anni ’30 e ’40, Banna descrisse le sue teorie in molti scritti, dicendo che gli ebrei erano gli agenti dell’Occidente, sostenitori del cambiamento e responsabili della decadenza occidentale come dell’islam.

C’è una evidente contraddizione, dato che la Fratellanza combatte l’Occidente e i suoi valori democratici, che sono estranei all’islam. In ogni caso Banna fu alleato di Hitler, così come ci furono molti contatti tra la Fratellanza e i nazisti. Furono i Fratelli a pubblicare il “Mein Kampf” in arabo con il titolo “My Jihad”. Così avvenne per le caricature e articoli dello “Sturmer”, tradotti e pubblicati sui loro giornali. La numerosa comunità tedesca che viveva al Cairo negli anni ’30, nella quale numerosi erano gli agenti nazisti, aveva con i Fratelli stretti rapporti. In quegli anni venne fondato il partito filo-nazista “Misr Elfafat” (giovane Egitto), che mirava a destabilizzare il regime e attaccare gli ebrei.

Allo scoppio della 2° guerra mondiale, Banna offrì i suoi servizi a Hitler, chiedendo in cambio il suo aiuto contro gli inglesi e gli ebrei. L’organizzazione terrorista clandestina che creò trasmetteva informazioni sui movimenti delle forze inglesi. Fu Anwar Sadat, un giovane ufficiale dei servizi segreti di Re Faruk, a catturare e uccidere Banna nel 1949.

Fu Sayyid Qutb, colui che organizzò la base religiosa della guerra contro gli ebrei, sviluppandone la propaganda, per questo chiamato il padre dell’ideologia della Fratellanza, che continua ai giorni nostri con gli estremisti jihadisti. Qutb fu condannato a morte dal presidente Gamal Abdul Nasser, che lo condannò all’impiccagione nel 1966.

Nella sua opera principale, “Punti Fermi”, scrisse che gli ebrei lavoravano per erodere “ tutti I limiti imposti della religione, in modo da poter penetrare nelle strutture del potere politico in tutto il mondo, liberi così di realizzare i loro diabolici progetti. In cima a tutti c’era l’usura, così che potessero avere sotto il controllo delle istituzioni ebraiche la ricchezza mondiale”.

Scrisse anche, in “La nostra guerra contro gli ebrei”: “ gli ebrei hanno sfidato l’islam come dei nemici, dal momento in cui lo Stato islamico venne fondato a Medina… la comunità musulmana continua a sopportare le medesime macchinazioni e la stessa doppiezza che afflisse i musulmani di allora… questa è una guerra che non è ancora finita.. per 14 secoli quelle fiamme si sono levate in tutti gli angoli della terra e continuano ancora oggi”.

Aggiunse che “ gli ebrei hanno creato .. un forte esercito di emissari sotto forma di professori,filosofi, medici, ricercatori.. alcuni persino tra I ranghi di autorità religiose islamiche.. per danneggiare la fede dei musulmani, indebolendo la Shari’a in molti modi.. riconfermando in diverse maniere il  ruolo storico degli ebrei”.

Un riscontro l’abbiamo nel famoso falso storico “I Protocolli dei Savi di Sion”: “ Gli ebrei sono dietro al materialismo, la sessualita bestiale, la distruzione della famiglia e della società. Famosi tra loro furono Marx, Freud, Durkheim e l’ebreo Jean-Paul Sartre”. 

Potremmo continuare, Qutb scrisse anche che era stato Allah a mandare Hitler per punire gli ebrei. E’ impossibile citare tutti i libri, saggi, documenti e fatwe pubblicati da sempre – e la cosa continua ancora oggi-  contro gli ebrei.

Lo sceicco di origini egiziane, che vive però in Qatar, Yusuf Kardawi, è il teologo più noto nella Fratellanza, e attacca senza sosta gli ebrei. In una intervista a Al Jazeera del 28 gennaio 2009, ha dichiarato “ Lungo tutta la storia, Allah ha stabilito che gli ebrei vanno puniti per la loro corruzione.. l’ultimo a farlo è stato Hitler. Fra quanto mise in atto contro di loro, anche se ci sono state molte esagerazioni, ha fatto sì che si stabilissero in un solo luogo. Lì arriverà la punizione divina.. con l’aiuto di Allah, la prossima volta saranno i credenti a metterla in atto”.

E’ da sottolineare come il Corano citi la rivendicazione della Terra Santa da parte degli ebrei. Il Califfo Omar Khattab, che conquistò la Terra Santa, decretò che qualsiasi terra conquistata dall’islam comunque farà  parte per sempre del califfato islamico. Per questo la rinascita di Israele viene considerate inaccettabile da arabi e musulmani, proprio perchè gli ebrei sono sempre stati considerati una minoranza asservita, e che non potrà mai esserci una realtà nella quale gli ebrei potranno appropriarsi di un territorio musulmano.

Il fatto che un piccolo Stato ebraico abbia sconfitto gli eserciti di cinque Stati arabi nella Guerra di Indipendenza del 1948 è stata visto come un ulteriore insulto a dimostrazione dell’odio degli ebrei verso la cultura araba e islamica.

In Egitto e nel mondo arabo in genere, ebrei, sionisti e israeliani sono visti come una unica entità. E dato che gli ebrei furono perseguitati dal Profeta, tutto quel fanno è male, e la creazione di Israele è un male ancora peggiore. I media egiziani - giornali, televisione e radio – usano “ nemico sionista” e “entità sionista”, per “ebrei” e “Israele”. 

Quando l’ex-Presidiente Hosni Mubarak venne eletto, l’anti-semitismo egiziano si manifestava con le parole che abbiamo citato. Il nuovo presidente non ha cercato di frenare questo fenomeno, è anzi aumentato nei media e nelle moschee, sebbene siano sotto il controllo dello stato.
Per esempio, era proibito criticare il presidente o l’esercito, o affermare che la minoranza copta era discriminata, ma si potevano attaccare gli ebrei quanto si voleva. Così ogni giorno cresceva l’odio contro gli ebrei e Israele. Era una regola non scritta quella di presentare Israele e gli ebrei in una luce sfavorevole. Che fosse stato pianificato dal governo o no, questa politica si proponeva di criminalizzarli, per giungere alla delegittimazione dello Stato ebraico e per impedire relazioni normali fra i due paesi.

Le notizie venivano deliberatamente falsificate. Dopo gli attacchi terroristi del 2001 al night club “Dolphinarium” di Tel Aviv, i titoli di Al Gomhuria, un quotidiano di proprietà dello Stato, scrissero “ Brani di carne israeliana volano nell’aria dopo una eroica operazione”. Anche le agenzie di stampa statali usano degli eufemismi per non scrivere la parola Israele: “Occupazione”, “Entità sionista”, “Nemico sionista”. Le città israeliane “colonie”, non importa quali e dove siano. Articoli descrivevano “ una operazione dei fedayin nella colonia di Haifa”, per nascondere la realtà di un attacco terrorista in una pacifica città nel centro di Israele.
Gli israeliani vengono abitualmente chiamati “el Yaud”, gli ebrei. Ogni volta che Israele risponde a una accusa o  cerca di replicare una menzogna, i media egiziani usano il verbo “sostiene” per rispondere.
Gli editoriali dei giornali egiziani accusano abitualmente gli ebrei di tutti i crimini che avvengono sulla terra, incluse azioni infide come “ infiltrarsi in Africa per incitare gli africani contro l’Egitto”. Un tema ricorrente è quello di descrivere gli ebrei responsabili dei disordini che si verificano tra Egitto e i paesi confinanti sulla gestione delle acque del Nilo.
Altri editoriali affermano che è la stessa esistenza di Israele ad essere illegittima e che il paese andrebbe cancellato. 

La negazione della Shoah è normale, anche se avviene in forme differenti:

• Riguardo a quanto è avvenuto, i negazionisti affermano che non è mai avvenuta; qualcosa è successo, ma in scala minore di quanto gli ebrei hanno deliberatamente divulgato con esagerazione. Si chiedono perché gli arabi dovrebbero pagare per qualcosa che ha coinvolto l’Europa e gli ebrei. In ogni caso, dicono, gli ebrei sono peggio dei nazisti.

• Caricature disegnano donne palestinesi con bambini che si difendono dai soldati armati con una svastica sull’elmetto, a dimostrazione di quanto sono crudeli. Altre vignette, simili a quelle dello “Sturmer” fanno vedere ebrei con il nasone mentre uccidono bambini palestinesi.

• Vengono pubblicati libri, film e serie Tv basate sui “Protocolli dei Savi di Sion”, che mostrano gli ebrei come dei mostri, mentre i libri sulla Shoah sono quelli di Roger Garaudy e David Irving.
• Il Corano,poi, contiene versi e hadith che vengono usati per dimostrare la malvagità degli ebrei e in quale modo attaccano Maometto e l’islam, con il triste destino che li aspetta nel Giorno del Giudizio.

E’ impossibile minimizzare l’impatto di queste menzogne sul pubblico egiziano, che viene privato di una informazione oggettiva, e quindi portato ad accettarne una falsa.

Alle proteste del governo israeliano, sono seguite risposte superficiali, che si limitano ad affermare quanto i media egiziani sono liberi. Ecco tre esempi:

• Quando Papa Giovanni Paolo II visitò l’Egitto nel febbraio 2000, il quotidiano di proprietà statale The Egyptian Gazette accusò, in un editoriale del 26 febbraio, la Chiesa di aver soggiaciuto a un ricatto di Israele, alleato con l’America, per aver prodotto un documento del Vaticano II nel quale gli ebrei “ venivano assolti per aver ucciso Gesù”

• Nel 2009, un cosidetto storico, Abdel Wahab Messiri, ha pubblicato una “Enciclopedia degli Ebrei, Giudaismo e Sionismo”, otto volumi per un totale di 3.000 pagine. In una intervista Tv ha dichiarato che il suo obiettivo era dimostrare che non era mai esistito un popolo ebraico. Mubarak gli aveva conferito un premio.
• Quando Shimon Peres visitò l’Egitto nell’aprile 2001, il settimanale filo-nasser Al Arabi pubblicò un foto-montaggio nel quale appariva con una uniforme della Gestapo.

Sfortunatamente la caduta di Mubarak non ha dato inizio ad una nuova era. I rivoltosi sventolavano immagini dell’ex-presidente con una Stella di Davide a prova del suo essere un fantoccio agli ordini degli ebrei. Una giornalista americana veniva assalita dalla folla in Piazza Taharir  al grido di “ebrea! ebrea!”. L’attenzione verso Israele e gli ebrei crebbe quando i Fratelli Musulmani divennero i leader della rivoluzione, mentre l’Occidente, accecato da quella che gli appariva una primavera di speranza e democrazia, non se ne accorgeva neppure. Nel gennaio 2012, i Fratelli bloccarono con successo l’annuale pellegrinaggio alla tomba di Abu Hatzera, un sant’uomo ebreo sepolto in un piccolo villaggio non lontano da Alessandria, al quale partecipavano ebrei da tutto il mondo. Gamal Hashmet, parlamentare di fresca nomina del partito della Fratellanza dal curioso nome di “Libertà e Giustizia”, dichiarò che sarebbe stato un suicidio se fossero venuti degli israeliani, aggiungendo che “ il problema sta nel fatto che il  popolo rifiuta di normalizzare i rapporti con Israele, quindi respinge la presenza di sionisti sul suolo egiziano.. nessuno può obbligare gli abitanti di Damanhour ad accettare la normalizzazione”. La Corte Suprema  egiziana delle Forze Armate diede ordine ai suoi rappresentanti di non emettere nessun visto per quel pellegrinaggio.

Ora, con il Partito “Libertà e Giustizia” – il braccio politico dei Fratelli Musulmani – al potere, l’anti-semitismo islamico, che è al centro della loro dottrina, è entrato a far parte anche della stessa ideologia. Sebbene ci sia sempre stata una continuità nell’anti-semitismo da Mubarak a Morsi, il pericolo oggi è ancora più grande.

I religiosi, consci di avere il sostegno del governo e della possibilità di eliminare in un prossimo futuro lo Stato ebraico sostituendolo con un nuovo califfato, attaccano gli ebrei quotidianamente dai pulpiti delle moschee e sui media. Sin dalla sua salita al potere, Morsi è stato attento a non dichiarare pubblicamente il proprio odio per gli ebrei e Israele, e quando gli vengono citate dichiarazioni estremiste – come quelle riportate sul New York Times del 14 gennaio- dichiara senza pudore che sono “state prese fuori contesto”.

Ma I Fratelli non hanno di questi scrupoli. Durante la compagna elettorale delle presidenziali, hanno organizzato una marcia all’Università Al-Azhar  per “ lottare contro la giudeizzazione di Gerusalemme”.

Il 25 novembre  2011, lo sceicco Azhar, che non fa parte della Fratellanza, ha dichiarato davanti a 5.000 manifestanti che la Moschea Al-Aksa era sotto attacco degli ebrei. “ Non gli lasceremo giudeizzare Al Quds”, dichiarò, aggiungendo che gli ebrei, sin da quando l’islam è nato, cercano di spingere i fedeli di Maometto a farsi la guerra fra loro, e “ anche oggi impediscono l’unione di tutti i musulmani”.

I Fratelli Musulmani invocano l’Jihad per la liberazione della Palestina, citando il famoso hadith: “ verrà il giorno in cui uccideremo tutti gli ebrei, persino gli alberi e le pietre grideranno ‘ c’è un ebreo che si nasconde dietro di noi, venite e uccidetelo!”. Questa citazione è una delle più significative e diffuse dell’odio dei Fratelli  Musulmani.

Lo stesso Morsi ha giurato che conquisterà Gerusalemme, mentre ascoltava compiaciuto le violente discussioni dei religiosi. L’articolo citato del New York Times riportava le sue parole “ i musulmani devono nutrire i propri figli e i figli dei loro figli, con l’odio per gli ebrei e i sionisti “. Il NYTimes citava poi quanto Morsi dichiarò in una intervista Tv, nella quale descriveva i sionisti come “ succhiatori di sangue, guerrafondai, discendenti dalle scimmie e dai maiali”.

Da quando Morsi è stato eletto, che stata una forte escalation di attacchi contro gli ebrei sui media da parte di intellettuali, giornalisti e religiosi. Le dichiarazioni più estreme sono citate dal sito MEMRI.

Nello stesso tempo, la Fratellanza persegue i propri scopi religiosi lasciando a Morsi il compito di guidare il paese “pragmaticamente”, anche se i leader del Partito “Libertà e Giustizia” sono membri illustri del movimento. Lo scorso ottobre, il leader del movimento e ‘suprema guida’ Mohamed Badie, ha rinnovato le tradizione del Corano in merito agli insegnamenti della Shari’a, iniziati da Banna e non più continuati dopo la sua morte. In una delle prime lezioni, ha chiamato tutti i musulmani alla conquista di Gerusalemme con l’jihad, perché non era possibile arrivarci con i negoziati o attraverso l’Onu. Ha aggiunto che questo era un dovere per ogni musulmano.

Badie ha poi detto che “ gli ebrei hanno dominato il paese, diffuso corruzione nel mondo, versato il sangue dei fedeli profanando i luoghi sacri, inclusi i loro”. Nel giugno dello stesso anno ha detto che “ Allah ci ha messo in guardia dai tradimenti degli ebrei e del loro ruolo di fomentatori di guerre. Quella in Sudan e la divisione del paese è opera loro, come la guerra tra Ramallah e Gaza”.

L’odio per gli ebrei assume a volte aspetti strani. Il 5 novembre scorso, il giornale ufficiale del  Partito “Libertà e Giustizia” pubblicava una dichiarazione di  un colto sceicco, “ se l’islam dovesse scomparire su questa terra, allora sarebbe dovuto avvenire quando arrivò al potere quel maledetto ebreo di Mustafà Kemal Ataturk …. che commise il crimine più grande contro il califfato… eppure non successe, perché il califfato brilla ancora nel cuore di tutti i musulmani”.

Durante le manifestazioni di massa in Piazza Taharir, mentre le Forze di Difesa israeliane erano impegnate nell’operazione di sicurezza a Gaza, i militanti della Fratellanza gridavano “ Dateci le armi, dateci le armi e mandateci a Gaza”.

Gli ebrei sono stati al centro dell’attenzione anche durante il referendum sulla costituzione. Un predicatore, in uno dei più popolati sobborghi del Cairo, ordinava ai fedeli di andare a votare, perché gli ebrei stavano cercando di distruggere l’Egitto dando rilevanti somme di denaro in cambio del voto contro la costituzione.

Lo scorso anno, il padiglione egiziano alla Fiera del Libro di Francoforte, la più importante al mondo, esponeva libri anti-semiti con copertine oscene che ne illustravano il contenuto. Il Centro Simon Wiesenthal protestò, ma non ottenne nessun risultato.

Un altro esempio del profondo odio contro Israele e gli ebrei nell’Egitto di oggi, è avvenuto nello scorso agosto. Il famoso attore Imam Kandil era stato invitato da una Tv per una intervista che doveva andare in onda in una televisione tedesca. La giornalista egiziana, molto graziosa, gli disse che però si trattava di una televisione israeliana. Era uno scherzo, ovviamente, ma Kandil reagì subito con violenza, la spinse contro una parete, la prese a pugni, facendola cadere. Poi non si scusò, attribuendo a lei la responsabilità dell’accaduto.
La stessa cosa accadde ad una attrice, che si mise a urlare che Allah malediceva i vermi e le falene come malediceva gli ebrei.

L’anti-semitismo e l’odio verso Israele fanno oggi parte della cultura egiziana, sia tra la popolazione religiosa che quella laica.
Sfortunatamente, visto che l’islam è in crescita sia nei paesi arabi che in Occidente, non dobbiamo aspettarci niente di buono, a meno che l’Occidente si svegli, se ne renda finalmente conto e decida di affrontare la situazione.

Zvi Mazel è stato ambasciatore in Egitto, Romania e Svezia. Fa parte del Jerusalem Center fo Public Affairs.
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