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Zvi Mazel
Diplomazia
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Egitto 2012: l'anno del pericolo più grande 09/01/2012

Egitto 2012: l'anno del pericolo più grande
di Zvi Mazel
(traduzione di Florence Colombo)


Zvi Mazel                   Fratelli Musulmani

L'agonia del regime di Mubarak inizia nel gennaio 2011, con le manifestazioni popolari.  Il potere passa all'esercito,che raggruppa in sè le forze contro il regime. Il popolo e l'esercito sono uniti,così gridano gli slogans.Col passare dei giorni fu chiaro che le forze armate avevano avuto un ruolo decisivo nella caduta del regime:il Consiglio dell'esercito redasse il calendario elettorale,tanto astruso da far temere ai più che i generali non volessero rientrare nei ranghi.
 L'ambigua neutralità dell'esercito.  
 
 
Lontano dal farsi arbitro fra le opposte fazioni e promuovere il dialogo le forze armate lasciarono che i rapporti fra islamisti e copti degenerassero .  Allorchè i copti,dopo gli attacchi dei Salafiti,vollero manifestare per avere sicurezza ed uguaglianza nei diritti civili,l'esercito intervenne violentissimo,provocando morti e feriti. Il Consiglio Supremo non si impegna nel promuovere alcuna riforma sociale ed economica,demandandole all'esito delle elezioni. Di fronte alle proteste,che si moltiplicano, il Consiglio non in grado di mettere ordine, pur facendo ricorso a leggi speciali: proibizione dello sciopero e tribunale militare per i manifestanti; misure che hanno suscitato la condanna delle organizzazioni dei diritti civili.  L'esercito è  così costretto a prenderne atto. Non ha però bloccato il degrado dell'economia. Il paese precipita nella crisi economica ,e si profila il rischio di una seconda ondata di rivolte per disoccupazione e fame.
 
In seguito alle manifestazioni l'esercito modifica il calendario elettorale; l'elezione del nuovo presidente,segnata all'inizio del 2013, sarà indetta nella prossima estate e dovrebbe restituire ai militari il loro ruolo. I giochi sono aperti: la camera bassa deve essere eletta, per la camera alta,che ha il solo ruolo consultivo -  le elezioni si terranno all'inizio di febbraio, devono trovare un accordo sui candidati incaricati di stilare la nuova costituzione in tempo utile per l'elezione del presidente.
 
Gli islamisti vincono

A che punto siamo? Le elezioni della camera bassa " Maglis al Shaab " si sono svolte senza gravi incidenti, nonostante la presenza illegale delle forze islamiste in molti seggi, dove controllavano( con la scusa dell'assistenza) i seguaci e gli analfabeti, indicando loro come votare. E' difficile valutare il peso di queste irregolarità. I Fratelli Musulmani hanno avuto il 40% dei seggi, i Salafiti il 25%, i due terzi del parlamento è andato agli islamici. Un tre,quattro per cento va al partito Wasat,il partito islamico moderato.
 
Il Parlamento sarà per il 70% islamico. Un risultato che ha stupito gli osservatori stranieri, la borghesia,l ' élite del paese, i giovani che avevano creduto nel cambiamento. E' il risultato dell'insegnamento dell'Islam,  che comincia dall'infanzia, iniziato già da Mubarak, a cui si lega l'opera ,insidiosa anche se nascosta,dei Fratelli Musulmani e dei Salafiti,forti nella società contadina,vicini ai poveri cui assicurano assistenza e tutela.
 
  Il problema, oggi, per molti egiziani,è capire se la "dittatura laica" di Mubarak sarà sostituita da un regime islamista, ben più dittatoriale. Lo sviluppo degli eventi fa ipotizzare un futuro capo del governo esponente del Fratelli Musulmani, sostenuto da un'ampia maggioranza parlamentare. Vorrà rispettare i fondamentali diritti umani, quali libertà d'espressione, di religione, l'uguaglianza fra uomo e donna, rispetto delle minoranze, in modo particolare dei copti?
 
Il potere è nelle mani dell'esercito

 La campagna elettorale non ha fermato  gli scontri nè stroncato la repressione,che conta migliaia di feriti e centinaia di morti ,fra cui molti copti. I manifestanti chiedono che il potere passi ai civili e accusano il maresciallo Tantaoui, presidente del Consiglio Superiore di essere colluso con il deposto regime. I manifestanti diventano sempre più violenti, distruggono edifici pubblici, tra cui l'Istituto d' Egitto,creato da Napoleone,che racchiudeva opere di inestimabile valore ed importanza,quale "La description dell' Egitto". di Champollion.
 
 
  Alcuni osservatori accusano i Salafiti. Questi non negano il loro obiettivo, voler impedire ogni influenza straniera, cancellare ogni testimonianza del millenario passato del paese, quel passato che è la storia stessa dell'Egitto. Minacciano la distruzione del Museo del Cairo, che custodisce pezzi d'arte inestimabili, la distruzione di Abu Simbel, e la nuova Biblioteca di Alessandria. I leader dei Fratelli Musulmani e dei Salafiti cercano  di essere concilianti,ma i loro propositi non sono credibili.
 
 I Fratelli Musulmani progettano una società civile su basi islamiche, uno Stato guidato dalla sharia, come non era nella vecchia Costituzione, e si impegnano a inserirla nella nuova Costituzione.  Non è chiaro cosa dicano, quando sostengono di non voler presentare un candidato alle presidenziali, e che la nuova Costituzione ridurrà i poteri del Presidente. Così il capo del governo,eletto dalla maggioranza islamista, eserciterà un potere più forte. Inoltre, nonostante la propaganda, i tre candidati alla presidenza sono della corrente islamista: Abdel Moneim Fouttouh, che si presenta come indipendente, è un Fratello Musulmano, radiato all'atto della candidatura, Mohamed Salim Abu Alawa e Hazzem Abu Ismail fanno parte della compopnente estremista dei Salafiti.
 
 Il Presidente del partito dei Fratelli Musulmani "Giustizia e Libertà ",ha dichiarato la scorsa settimana che pur con la maggioranza in Parlamento, terrà conto nel redigere la nuova Costituzione, di tutte le espressioni politiche, e chiederà la collaborazione dei maggiori giuristi.  Alcuni giorni prima,il leader dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie aveva dichiarato che stava per realizzare le volontà del fondatore Hassan al Banna: fondare un Egitto fondato sul rispetto della giustizia,e instaurare il Califfato in tutto il mondo. Dichiarazioni che hanno suscitato indignazione ovunque.
 
Rapporti con Israele

 Anche la politica estera dei Fratelli Musulmani è ambigua.  Assicurano che non saranno toccati i trattati internazionali - si tratta dell'accordo di pace con Israele - ma dopo aggiungono che andranno adattati al nuovo corso politico. In una intervista ,rilasciata ad una agenzia di stampa tedesca, Rashid el Bayoumi,numero due del movimento, ribadisce che loro non sono tenuti al rispetto del trattato e che pertanto verrà sottoposto a referendum. E che non siederanno ad un tavolo con gli Israeliani per negoziare. " Andate al diavolo ", el Bayumi manda a dira agli americani, dopo che è stata diffusa la notiza di pressioni degli Usa presso Arabia Saudita ,Qatar, Emirati, affinchè fosse negato ogni prestito all'Egitto. Dopo l'azione contro 17 ONG, alle quali è stato sequestrato il materiale e il personale  è stato accusato di ricevere fondi da potenze straniere, i media hanno evidenziato il pericolo dell'ascesa al potere degli islamisti.
 
 La posizione del partito salafita "Al Nour",(la luce) ,seconda forza politica del paese,è la più netta.  Il suo presidente Emal Abd el Ghafur ribadisce il rispetto degli accordi di Camp David. Però vuole un regime islamista, e il capo del movimento salafita, fondatore del partito, lo sceicco Yasser Barhami, ripete che mai i salafiti formeranno una coalizione con i moderati,che vorrebbero una democrazia sul modello occidentale, mentre per l'Islam le leggi sono dettate da Allah. Lo sceicco ha imposto ai propri seguaci di non inviare auguri ai copti e di non partecipare alle loro cerimonie perchè fedeli di un credo corrotto.  Un altro esponente del partito dichiara che non si unirà ai Fratelli Musulmani per la formazione di un regime cosidetto civile perchè il partito esige un regime fondato sull'Islam e che un Presidente copto è fuori discussione.
 
Avvenire incerto

  Cosa succederà?  I partiti laici ,con il loro misero quindici per cento,in Parlamento avranno una influenza inconsistente. Se i Fratelli Musulmani chiederanno la loro alleanza contro i salafiti , daranno l'appoggio?  I numeri ci sono.  Altra ipotesi : alleanza Fratelli Musulmani e Salafiti, di difficile realizzazione perchè troppo distanti da loro.  I Fratelli Musulmani chiedono uno Stato civile ma non si capisce cosa intendano,  i Salafiti chiedono lo stato islamista.  La stampa araba sostiene che il conflitto è inevitabile e ciò porta a ritardare la formazione del governo e a emanare leggi per risanare l'economia del paese.
 
  Le forze armate,che hanno sbagliato tutto, ora alleandosi con la rivolta, poi schiarandosi contro, si reggono con la repressione.  L'esercito si sottometterà al nuovo parlamento o insisterà per mantenere le proprie prerogative sino alla nuova Costituzione e all'elezione del Presidente? L'esercito sa che per sopravvivere deve avere indipndenza, giurisdizione, potere economico,come nel deposto regime, e non lascerà quindi  cadere tali privilegi senza combattere.

Zvi Mazel è stato ambasciatore in Egitto, Romania e Svezia. Fa parte del Jerusalem Center fo Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta


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