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Ugo Volli
Cartoline
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Grazie Hamas per averci ricordato una verità fondamentale 02/04/2018

Grazie Hamas per averci ricordato una verità fondamentale
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

a destra:
Guardate! gli israeliani attaccano
le nostre donne e i bambini!!

Cari amici,

Contrariamente ad altri opinionisti amici di Israele, che comunque stimo moltissimo, io non mi sono affatto indignato con Hamas per la mortale pagliacciata che ha messo in scena venerdì (e che con ogni probabilità ripeterà nelle prossime settimane). 
Ve l’avevo già annunciata su IC con qualche giorno di anticipo (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=69982 ) 
e ora penso che vada analizzata lucidamente. 

Il primo motivo per cui non mi sono indignato è che si tratta di un gesto che tradisce disperazione. Mandare i propri sostenitori a sfidare un confine ben difeso con la speranza di travolgerlo potrebbe essere un esempio di idiozia militare totale; ma non è questo il caso di Hamas (ma forse di qualche solerte funzionario dell’UNRWA sì:https://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/243853 ). 
Semmai implica la presa d’atto della propria totale irrilevanza, dell’impossibilità di danneggiare davvero Israele con il terrorismo che è la modalità di combattimento connaturata a questa organizzazione (si tratti di bombaroli, accoltellatori, guidatori che usano le macchine come armi, razzi o tunnel) e il tentativo di giocare la carta degli sconfitti agli occhi del mondo. 

Immagine correlata
Educazione alla pace dei bambini a Gaza

Dato che il solo scopo al mondo di Hamas è battersi con Israele, si tratta di una scelta estrema e chiaramente senza prospettive. La quale inoltre presenta un rischio altissimo per Hamas: prima o poi la gente potrebbe rendersi conto di essere stata mandata cinicamente allo sbaraglio disarmata contro un esercito ben organizzato e allertato. Potrebbe allora capitare che la popolazione si ribelli contro di loro. In fondo è quel che accadde in Siria dopo che il regime nel 2011 mandò proprio contro il confine israeliano sul Golan migliaia di abitanti del campo di Yarmoulk, che subirono gravi perdere nel tentativo di sfondarlo. I funerali furono l’inizio della manifestazioni contro Assad, che portò alla guerra civile. 

E’ chiaro che Hamas è consapevole del rischio, ma evidentemente della vita dei suoi sudditi a Gaza non gli importa nulla e teme di più l’irrilevanza che la rivolta. 
Ma c’è una ragione in più per cui non solo non sono indignato, ma sono addirittura grato a Hamas per questa criminale buffonata. 
Eccola. Quel confine che Hamas ha condotto i suoi sudditi a sfidare non è il frutto della guerra del ‘67, non è “occupazione” insomma, secondo l’uso che normalmente si fa di questo termine rispetto a Israele (da cui io dissento con forza, ma non è questo il nostro tema). Fa parte, per usare altre terminologie discutibili ma frequenti, dell’”Israele vera e propria” o “storica”, del territorio che anche i “pacifisti” di estrema sinistra, anche l’amministrazione Obama, insomma di chiunque non sia per la distruzione totale e immediata di Israele attribuisce allo stato ebraico. 

Non c’è piano di pace che attribuisca Sderot o Ashkalon o Netivot a un futuro “Stato di Palestina”. Ma è questo il territorio che Hamas ha guidato i suoi a cercare di conquistare, è questa la frontiera che ha cercato di sfondare.
Badate bene, con l’approvazione dei media di sinistra e vaticani. E’ questo il punto. Hamas ci ha reso, naturalmente senza volere, il favore di mostrare plasticamente che nessun piano di pace potrà far cessare la guerra che i palestinisti conducono contro Israele (e l’ha anche dichiarato con molta chiarezza, non solo in passato - https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-5031078,00.html  - ma anche durante la marcia:https://www.timesofisrael.com/hamas-leader-protests-mark-the-beginning-of-our-return-to-all-of-palestine/ ), il che lascia senza parole quelli che propongono di risolvere il conflitto con un accordo. 

Non solo: la marcia ha mostrato che i bravi progressisti europei, politici e giornalisti, non difendono neppure l’integrità territoriale di Israele nei suoi confini “storici”). Se l’Italia mandasse delle masse aggressive a sfondare il confine a Muggia per rivendicare Istria e Dalmazia, o la Spagna volesse riprendersi Gibilterra con la forza, il diritto di difendere i propri confini da parte degli stati aggrediti sarebbe certamente espresso. 
Con Israele non è così, è chiaro che l’Europa ignorerebbe un tentativo di conquista arabo (con conseguente genocidio) come fece a suo tempo con Hitler. 
Immagine correlataImmagine correlata
Bene, sono grato a Hamas per avercelo ricordato, se mai ce ne fossimo dimenticati. Israele si difende da solo o sparisce, non deve mai far conto sulla solidarietà internazionale perché non può farci minimamente conto. 
Deve essere determinato e non deve aver paura dei ricatti morali. 
Alla faccia di tutti coloro che lo verrebbero disarmato o compiacente coi propri nemici.

Immagine correlata


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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