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Ugo Volli
Cartoline
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Non saranno un po’ razzisti? 18/03/2018

Non saranno un po’ razzisti?
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

 immaginatevi Trump che va in visita in California, roccaforte dei suoi avversari politici, e subisce un attacco con una bomba sulla strada. O pensate se la macchina Macron, di passaggio ad Ajaccio, fosse accolta da una esplosione “molto professionale”. Impensabile, non credete? O che la Merkel fosse attaccata allo stesso modo in Baviera, ed emettesse un comunicato per dire che la colpa è dei suoi alleati di governo della Spd. Più che uno scandalo sarebbe una catastrofe, la delegittimazione totale del sistema politico tedesco. 
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Be’, l’avete letto tutti, è quel che è accaduto qualche giorno fa al primo ministro dell’autorità palestinese Rami Hamdallah (https://www.ilpost.it/2018/03/13/esplosione-primo-ministro-palestinese-striscia-gaza/).
Nel convoglio colpito dall’attentato c’era anche il capo dell’intelligence dell’Autorità Palestinese, Majed Freij, che fra l’altro è uno dei candidati accreditati alla successione del traballante e malandato Abbas, presidente dell’autorità. 
Abbas ha subito accusato Hamas, con cui pure ha in corso un processo di “riconciliazione nazionale” e un governo condiviso.
Che riconciliazione è quella che si fa con le bombe? 

La notizia è uscita sui giornali di tutto il mondo e anche di quelli italiani, con impressionante sordina. Sì, è successo, sembravano dire, che volete, sono tempi difficili, non si capisce bene né come né perché sia stato fatto, forse non è vero che sia stata Hamas (ma allora perché Abbas l’ha detto?) e insomma è meglio lasciar perdere, da quelle parti non si può pretendere proprio un funzionamento perfetto della democrazia (eh già, con Abbas eletto dodici anni fa con un mandato che doveva scadere quattro anni dopo, il parlamento in condizioni analoghe e niente elezioni da allora… i dissidenti torturati e uccisi in prigione sia a Ramallah che a Gaza… i sussidi, anzi gli stipendi ai terroristi e alle loro famiglie…) Ogni commento mi sembra superfluo. 

Se non questi due. Il primo è: vi fidereste voi di fare accordi (fosse pure la vendita di una macchina usata e non la definizione di confini, disarmo, controlli sul terrorismo ecc.) con gente che esprime il dissenso politico “tra fratelli” o addirittura la loro riconciliazione a colpi di bomba? 
Ha così torto Israele a non fidarsi, a non pensare che una firma su un pezzo di carta possa portare la pace? 

Il secondo: perché l’Occidente, così severo con Israele da fare il pelo a tutte le leggi approvate, rimproverando aspramente lo stato ebraico se cerca di espellere degli immigrati illegali, di abbattere le costruzioni clandestine fatte senza permesso, di chiedere alle Organizzazioni non Governative che prendono i soldi dall’estero di rivelare le loro fonti di finanziamento, è poi così indulgente con l’Autorità Palestinese da comportarsi in un caso così grave come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano? 

Quest’idea che loro, poverini, sono diversi e quindi se sono ladri, assassini, bugiardi, antidemocratici, non li si può giudicare, non sarà un po’ iniquo? Non avranno i nostri bravi giornalisti e politici un complesso di superiorità nascosto nei confronti di queste popolazioni? Non li staranno pensando come buoni selvaggi, secondo l’idea di Rousseau, cioè buoni perché non civilizzati e selvaggi per la stessa ragione, che bisogna accettare e proteggere proprio perché selvaggi? Insomma tutti questi filopalestinisti dell’Occidente e dell’Italia, non saranno un po’ razzisti?

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Ugo Volli


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