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Ugo Volli
Cartoline
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Viva la società liberale e capitalista, che ha emancipato il mondo 22/01/2017
Viva la società liberale e capitalista, che ha emancipato il mondo
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

vi voglio parlare oggi di un argomento che si distacca dall’attualità, ma è certamente di grande rilievo. I nemici di Israele sono spesso anche nemici del capitalismo; i nemici del capitalismo (fascisti, comunisti, clericali di “sinistra”) sono più o meno tutti ostili a Israele, visto come rappresentante e bastione dell’Occidente capitalista in un contesto islamico che nelle loro fantasie è anticapitalista, ma che di fatto è solo paleo-economico, cleptocratica, dirigista, familista. Ma nell’odio degli anticapitalisti per Israele si riflette come sempre – già dall’ignobile pamphlet di Marx “Sulla questione ebraica”) il vecchio antisemitismo: gli ebrei, condannati per un millennio e passa dalle norme ecclesiastiche a non poter possedere terra e a non poter fare gli artigiani, potevano esercitare pochi mestieri, fra cui quello (certamente utile alla società e promosso dai governanti) di banchieri o piccoli prestatori su pegno. Per questo veniva loro imputata l’usura e Israele (ma più in generale il mondo ebraico) è odiato oggi per la sua presunta influenza finanziaria.

Anche lasciando da parte la questione ebraica, è bene esaminare la propaganda anticapitalista (o contro il “neoliberalismo”, come dicono loro), che oggi è più viva che mai. Il capitalismo o il “neoliberalismo” sarebbero colpevoli di crimini terribili, dell’ingiustizia, della fame nel mondo, della povertà, che sarebbero in aumento costante, secondo le previsioni di Marx (per fare un esempio recente di questo catastrofismo, leggete qui l’intervista del decano filosofico di questo atteggiamento, Alan Badiou: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/01/14/alain-badiou-uscire-dalla-crisi-lunica-strada-e-la-rivoluzione/32935/). Un esempio più morbido e che ha avuto più successo mediatico è un recente rapporto presentato a Davos dalla multinazionale dell’”aiuto umanitario” Oxfam (quella che tre anni fa cacciò Scarlett Johnson dal suo ruolo di “ambasciatrice” dell’associazione perché si era permessa di comparire in una pubblicità di SodaStream, l’azienda israeliana di grande successo che dava lavoro agli arabi, ma aveva il grave difetto di avere una fabbrica oltre la linea verde: http://www.huffingtonpost.it/2014/01/30/scarlett-johansson-oxfam-sodastream-video_n_4695418.html).


La percentuale di popolazione mondiale in povertà estrema, dal 1820 al 2015

Nel rapporto si sostiene che le otto persone più ricche del mondo hanno una ricchezza pari a metà dell’umanità: un’equazione costruita per essere il segno estremo dell’ingiustizia dell’economia contemporanea (http://www.reuters.com/article/us-davos-meeting-inequality-idUSKBN150009). Ed è un’affermazione ripetuta instancabilmente da alcuni anni, con cifre sempre più estreme: nel 2011 chi possedeva una ricchezza pari alla metà dell’umanità erano 85 persone, che nel 2015 erano diventati 80, nel 2016 erano 67 (https://www.oxfam.org/en/pressroom/pressreleases/2016-01-18/62-people-own-same-half-world-reveals-oxfam-davos-report) e oggi solo otto (http://www.aish.com/ci/s/The-Worlds-Eight-Richest-Men.html?s=mm). C’è stata una così precipitosa concentrazione della ricchezza mondiale? Gli otto Paperoni sono diventati tutti dieci volte più ricchi in due anni? No, al contrario “i miliardari sono sempre di meno e sono sempre più poveri, ce ne sono 16 in meno rispetto all’anno scorso e il loro patrimonio complessivo si è ridotto di 570 miliardi di dollari in un solo anno: è la prima volta dal 2010 che la ricchezza media dei più ricchi del mondo scende, adesso è di 3,6 miliardi (300 milioni in meno in un anno). Bill Gates è più povero di 4,2 miliardi, Warren Buffett di 12 miliardi e Carlos Slim addirittura di 27 miliardi. Gli otto uomini più ricchi del pianeta hanno bruciato in un anno quasi 50 miliardi di dollari, circa il 10 per cento del loro patrimonio totale, e adesso posseggono 426 miliardi di dollari pari ad appena lo 0,16 per cento della ricchezza globale” (http://www.ilfoglio.it/economia/2017/01/18/news/oxfam-bufale-sulla-diseguaglianza-nel-mondo-svelate-115540/).

Il fatto è che i conti di Oxfam sono sbagliati, perché considerano non il reddito vero, ma il patrimonio da cui vengono sottratti i debiti, inclusi quelli dei mutui per la casa e delle carte di credito, per cui gli Stati Uniti risultano secondo questo criterio il secondo paese con più poveri del mondo, ben al di là della Cina (che quasi non ne ha, secondo questo criterio) e dei paesi africani (trovate qui l’analisi dettagliata: http://blogs.reuters.com/felix-salmon/2014/04/04/stop-adding-up-the-wealth-of-the-poor/). Insomma è una bufala, smascherata già da tempo: l’articolo che vi ho appena citato è di tre anni fa, ma Oxfam non ha cambiato nulla delle sue statistiche farlocche. Ci sarà qualcuno a denunciare la “post-verità” di Oxfam? Figuriamoci, si tratta di un’organizzazione buona e progressista, per definizione non può essere “post-vera” né “demente digitale”.

In realtà quel che sta succedendo è esattamente il contrario dell’impoverimento e della crscita della fame che denunciano gli anticapitalisti. Guardate per favore questi sei diagrammi (https://www.weforum.org/agenda/2017/01/ricardo-hausmann-why-governments-act-on-their-lies/), elaborati da Max Roser, economisdta di Oxford che probabilmente oggi è la massima autorità mondiale sulla storia della povertà (https://en.wikipedia.org/wiki/Max_Roser, http://www.maxroser.com/about/). O se avete un attimo di pazienza su questo tema decisivo, andate all’articolo completo qui (https://ourworldindata.org/a-history-of-global-living-conditions-in-5-charts/), che illustra gli schemi in dettaglio. Vedrete che la povertà assoluta, che era al 90% fino al 1870, arriva al 72% nel 1950, al 63% nel 1990, e nel 2015 è caduta al 9,6 per cento. L’analfabetismo ha un andamento quasi parallelo: 80% fino al 1870, 64% nel 1950, 56% nel 1980, 15% nel 2014. La mortalità infantile è passata dal 41,4% del 1860 al 4,39 del 2014. Tutto ciò ha a che fare con le sorti della democrazia e del libero mercato che vi è sempre associato (anche se negli ultimi decenni sono emersi mercati liberi non democratici, come quello della Cina, che ha contribuito certamente alla crescita economica). Nel 1875 viveva in democrazia il 4,3 della popolazione mondiale; nel 1948 in seguito all’ondata di decolonizzazione (fra cui va annoverata la nascita di Israele ma soprattutto l’indipendenza indiana) il numero sale al 30%; nel 1985 era il 35%. Dopo la caduta del comunismo nell’Est dell’Europa, che è stato uno dei fatti determinanti in questo progresso, a partire dal 2000 circa il dato si è assestato intorno al 56%. Qui (http://www.maxroser.com/) trovate altre statistiche, per esempio sulla durata della giornata lavorativa e sul reddito pro capite, oltre che le note metodologiche. L’Onu ha riconosciuto che sono stati raggiunti gli obiettivi del suo “piano del millennio” dimezzando il numero assoluto di persone sotto la linea di povertà fra il 1990 e il 2010, nonostante l’aumento della popolazione (https://en.wikipedia.org/wiki/Millennium_Development_Goals, i dati analoghi della Banca Mondiale sono qui).

La conclusione è che la democrazia, il capitalismo liberale, la libertà di pensiero con la conseguente libera ricerca scientifica – condizioni che coincidono e che nella vastissima area fra il Marocco e l’India esistono solo in Israele – sono responsabili del progresso immenso dell’umanità che è avvenuto negli ultimi centocinquant’anni e segnatamente negli ultimi decenni, da quando cioè fascismo prima e comunismo poi sono stati sconfitti. Il merito di tutto questo sviluppo è quasi esclusivamente dell’Occidente, dove sono state sviluppate le tecnologie, i metodi agricoli, i modelli di mercato, i nuovi metodo agricoli inclusi gli importantissimi OGM. Né la Russia, né i paesi comunisti, né tantomeno quelli musulmani hanno contribuito efficacemente a questa grande realizzazione. Del resto tutta la vita moderna nasce dall’Occidente. C’è qualcuno che può citarmi un’invenzione o una tecnologia importante che abbia avuto origine nell’ultimo secolo nei paesi comunisti o in quelli islamici?

Per questa ragione coloro che dicono di battersi per i poveri, i miseri, gli umili e di essere perciò contrari al capitalismo (da Papa Bergoglio a Toni Negri, da Oxfam ad Al Quaeda) sono in malafede o ignoranti. Il modo più efficace per danneggiare i poveri è il socialismo; quello che li aiuta di più è il capitalismo e la democrazia. Tenetelo presente quando vi trovate di fronte alla propaganda di sinistra, alla descrizione catastrofica del “neo-liberalismo”. Sono ignoranti o in malafede. E spesso anche antisemiti.

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