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Ugo Volli
Cartoline
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Pericolo Iran 20/01/2015
 Pericolo Iran
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli


"Morte all'America e a Israele"
Iran: "Naturalmente le nostre centrali nucleari sono per scopi pacifici... perché lo chiedete?"

Cari amici,
siamo stati tutti distratti da quel che accade in Europa. Ma il fronte principale del conflitto fra l'Islam e il mondo moderno è naturalmente in Medio Oriente. Ma non fatevi ingannare. Vi sono due forze che guidano questa guerra e il fatto che competano fra loro a suon di cannonate per la guida della guerra non ne modifica la sostanziale identità di metodi e di obiettivi. Una è l'Isis, di cui pudicamente si evita di spiegare la sigla che significa Islamic State of Iraq and Sham, che sarebbe il Levante, includendo Siria, Libano, Giordania e Israele; l'altro è l'Iran coi suoi satelliti Assad e Hezbollah.

Di recente si parla quasi solo dello Stato Islamico, e Obama, come al solito all'avanguardia nel pensare che i problemi si risolvono alleandosi ai nemici, ha pensato bene di chiedere aiuto all'Iran per combatterlo, col risultato di sentirsi rispondere che deve dare loro qualcosa in cambio, per esempio sul piano dell'armamento atomico. Di questo non sappiamo, ma certamente l'amministrazione americana ha permesso all'Iran di mettere stabilmente piede in Iraq, un'espansione strategica inedita, che ha molto allarmato tutti gli stati sunniti.

Oggi vi voglio dunque parlare dell'Iran, alla luce di tre episodi recenti. Il primo fa parte di quel che vi dicevo prima, il tentativo di Obama di appeasement con l'Iran anche al costo di consentirgli di avvicinarsi molto all'armamento nucleare. C'è stato un incontro fra Kerry e il ministro degli esteri iraniano a Ginevra (http://www.bbc.com/news/world-middle-east-30805655) e poi a Parigi (http://abcnews.go.com/International/wireStory/kerry-meet-iranian-foreign-minister-paris-28266778). Dato che il congresso non si fida dell'avventurismo nucleare di Obama, sta predisponendo una legge per proseguire e rinnovare le sanzioni all'Iran finché non abbandoni il suo programma nucleare (http://www.foxnews.com/politics/2015/01/18/senate-moves-toward-iran-sanctions-as-graham-offers-deal-that-would-give/), nonostante le richieste del presidente di aver fiducia e “pazienza” (http://edition.cnn.com/2015/01/16/politics/cameron-obama-press-conference/).

Mentre Kerry si intratteneva con Zarif e Obama cercava di tener buono il Congresso, succedevano altre due cose. A Buones Aires il giudice Alberto Nisman, che oggi si sarebbe dovuto presentare alla Camera dei deputati per parlare della sua inchiesta appena chiusa in cui dimostrava che la presidente della Repubblica Cristina Fernández de Kirchner ed il suo ministro degli Esteri Héctor Timerman avevano negoziato l'immunità per i terroristi iraniani ed Hezbollah per l'attentato con cui nel 1994 uccisero 85 persone ferendone oltre 200 al centro sociale ebraico: una delle stragi antisemite più tremende dopo la caduta del nazismo. Be' Nisman è stato trovato proprio ieri morto a casa sua a causa di colpi di arma da fuoco che lo hanno colpito alla testa, per cui nessuna ipotesi di suicidio può reggere.
Aveva detto di aver ricevuto minacce (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/190153). Strana coincidenza... Chissà se qualcuno avrà voglia di indagare se e come la presidente peronista, Hezbollah e gli iraniani c'entrino in questa morte così fortunata per loro (http://www.lastampa.it/2015/01/19/esteri/giallo-in-argentina-trovato-morto-il-procuratore-che-accusava-kirchner-di-aver-coperto-gli-iraniani-g3MVp4w1U5Qrv9tiuvMmrN/pagina.html) . Certo che in questa vicenda bisogna leggere almeno la storica dimensione internazionale del terrorismo sciita. Del resto sono attribuibili a Hezbollah anche l'attentato di Burgas in Bulgaria che alcuni anni fa uccise una decina di turisti israeliani (http://www.focusonisrael.org/2013/02/06/hezbollah-attentato-bulgaria-burgas-terrorismo-iran/) e quella dei servizi iraniani in alcuni tentativi recenti di strage in India (http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/iran-s-revolutionary-guard-behind-attack-on-israeli-embassy-car-in-new-delhi-says-india-police-1.454681) e Thailandia (http://www.timesofisrael.com/iranian-gets-life-for-planned-attacks-on-israeli-targets-in-thailand/).

Dunque c'è, provata con atti giudiziari del tutto indipendenti fra loro e affidabili, una proiezione internazionale del terrorismo iraniano come c'è quella dello Stato Islamico. Ma vi è convergenza/concorrenza anche sulla guerra a Israele in Medio Oriente. L'altro ieri un elicottero israeliano ha colpito un convoglio militare che faceva una ricognizione sul terreno del Golan per preparare un attacco. Sono morti quattro caporioni di Hezbollah, fra cui due pesci grossi, che l'organizzazione terroristica ha giurato di vendicare (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/190141), ma anche sei militari iraniani, fra cui un generale (http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Report-Six-Iranians-killed-in-Israeli-strike-in-Syria-including-Revolutionary-Guards-general-388210). Ora fra il confine del Golan e l'Iran ci sono un paio di migliaia di chilometri, almeno due frontiere e una zona in piena guerra civile. Che ci faceva dunque in Siria, a pochi metri da Israele un generale iraniano con due capi delle milizie terroriste libanesi di Hezbollah? Questa presenza dimostra innanzitutto che la sovranità siriana non esiste più neppure nelle zone controllate da Assad, ma soprattutto indica i preparativi di un attacco diretto dell'Iran contro Israele, che naturalmente sarebbe molto difficile da contrastare se l'Iran avesse l'atomica. Il capo di Hezbollah, Nasrallah, ha di recente indicato la volontà del suo gruppo di invadere il territorio israeliano in profondità, “oltre la Galilea” (http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4615503,00.html): sarà una fanfaronata, ma ha un fondamento. Un ex consigliere nazionale israeliano per la sicurezza, il generale Amidror, ha parlato di recente di 150 mila missili negli arsenali di Hezbollah, “più della capacità di fuoco di molti stati europei messi assieme” (http://www.jpost.com/Israel-News/IDF-must-be-prepared-for-action-against-Hezbollah-Hamas-and-Iran-387794). Forniti naturalmente dall'Iran e più a monte da Russia, Corea del Nord, Cina.

Insomma, sul fronte terroristico come su quello propriamente militare l'Iran è anche in questo momento il pericolo maggiore. Non confondiamoci, non pensiamo che sia un possibile alleato. E' un nemico e mortale.


Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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