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Ugo Volli
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Che cos'hanno in comune Svezia, Gran Bretagna, Olanda? Sono i punti di forza dell'odio anti-israeliano di Eurabia 04/01/2010

Che cos'hanno in comune Svezia, Gran Bretagna, Olanda? Sono i punti di forza dell'odio anti-israeliano di Eurabia 

Mah? Sarà un caso che il furto dell'insegna di Auschwitz sia avvenuto in Polonia (questo no, ovviamente, visto che stava lì) ma sia stato progettato in Svezia e commissionato in Gran Bretagna? Sempre da ambienti neonazisti, è chiaro, chi parlava di criminalità comune in riferimento ai "balordi" che sono stati gli esecutori materiali del furto, esprimeva quello che in inglese si chiama "wishful thinking" pensiero desiderante o illusione: Auschwitz come le tombe etrusche o le navi affondate, un deposito neutro di oggetti di collezione per antiquari spregiudicati. E invece no, la Shoà è sempre un problema politico centrale, un peso che agisce sulla coscienza europea: non c'è giornata della memoria a esorcizzarlo. E infatti: cos'hanno in comune la Svezia e la Gran Bretagna, insieme a un gruppetto d'altri paesi d'avanguardia, come l'Olanda? Sono i luoghi centrali di Eurabia, i punti di forza dell'odio anti-israeliano nel nostro continente.
In Svezia hanno difeso a denti stretti la bufala dell'anno, quella del quotidiano dei sindacati Aftonbladen e del "giornalista" Donald Bostrom, vincitore del "Dishonest Reporter Award 2009" sui soldati israeliani che "rubano gli organi" ai palestinesi. In Svezia hanno accettato il ricatto degli islamici e tenuto a porte chiuse il match di Coppa Davis con Israele; in Svezia hanno prodotto quel mostro giuridico (semi)approvato dal consiglio dell'Unione Europea, in cui si regala metà di Gerusalemme ai palestinesi come loro capitale, così, come se fosse un reperto vichingo di Stoccolma. Eccetera.
E a Londra? A Londra funzionano centinaia di corti islamiche con la benedizione del ministro della giustizia e dell'arcivescovo di Canterbury. A Londra il sindaco ha invitato i cittadini a digiunare per il Ramadan onde identificarsi con gli islamici, a Londra la corte suprema ha deciso lei quali debbano essere i criteri per l'ammissione all'ebraismo (ovviamente contro la tradizione ebraica), a Londra hanno rischiato l'arresto negli ultimi mesi Ehud Barak e Tzipi Livni, per via di un giudice che voleva decidere lui se il governo israeliano ha il diritto o meno di difendersi dagli attacchi militari con mezzi militari, eccetera eccetera.
Aggiungeteci che la Polonia è secondo le ricerche demoscopiche il paese più antisemita d'Europa, praticamente senza più ebrei sul suo territorio da decenni (non dopo Auschwitz, non solo, dopo i pogrom cui furono sottoposti i reduci dai campi tornati nelle loro città, ad opera di quelli che avevano rubato loro casa e beni all'ombra del nazismo. E avrete un quadro.
Ma voi direte: che c'entra Auschwitz con l'odio per Israele? Auschwitz era contro gli ebrei e l'Onu, Eurabia e compagnia cantante sono contro Israele. Già. Ma chi abita Israele, almeno fino a che non prevalessero i governanti eurarabi e i loro amichetti "democraticamente eletti" di Hamas? Gli ebrei. Il punto è che non c'è nulla che induca di più ad odiare qualcuno che avergli fatto torto. Se avete pestato i piedi a qualcuno sul lavoro, non è per la vostra ambizione, è che quello lì vi aveva fatto chissaché. Se maltrattate un amico o una fidanzata, è perché se lo merita. Se avete ammazzato (se tutta l'Europa ha contribuito ad ammazzare, con relativamente poche eccezioni) sei milioni di ebrei, potreste controllare la rabbia contro di loro se fossero spariti e fossero un simpatico residuo dell'antichità come i cartaginesi o gli indiani d'America. Ma che gli ebrei stiano ancora fra i piedi, vivi e decisi questa volta a difendersi, è intollerabile.
Questa è la ragione dell'odio di Eurabia contro gli ebrei. E non ditemi per favore che l'Inghilterra ha combattuto i nazisti. La decisione di bloccare l'immigrazione in Israele dagli anni Trenta è causa di almeno un terzo di quei morti. Una decisione implacabile, proseguita fino alle vicende dell'immigrazione clandestina dei reduci dopo la guerra. E' appena morto il comandante della nave Exodus, monumento di questa politica. Scampati alla furia nazista, i passeggeri di quella nave furono abbordati, picchiati, feriti, rinchiusi in nuovi campi di concentramento. Da chi? Da navi inglesi, spedite dal governo di Sua Maestà, guidato in quel momento, credo, non più da Churchill ma dal partito laburista.
Shakespeare scrisse una volta che "c'è del marcio in Danimarca". Gli storici dicono che sotto il travestimento danese alludesse all'Inghilterra. Be', aveva proprio ragione. Il marcio continua fino a oggi e appesta tutt'Europa.

Ugo Volli  

www.jerusalemonline.com
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