martedi` 31 marzo 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Bernie Sanders contro Israele (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






 
Ugo Volli
Cartoline
<< torna all'indice della rubrica
Il dirottatore libico in fin di vita sta benone 19/12/2009

" Cartoline da Eurabia " di Ugo Volli

" Il dirottatore libico in fin di vita sta benone "


Abdelbaset al-Megrahi

Una piccola notizia sulla Scozia, sulla medicina e sul petrolio. Cari amici, vi ricordate Abdelbaset al-Megrahi, l'agente segreto libico condannato all'ergastolo per essere stato fra gli autori della strage di Lockerbie, cioè l'abbattimento di un aereo da trasporto civile americano, il volo Pan Am 103, che fece 207 vittime? Certo che ve lo ricordate, è uno dei più eroici e significativi episodi della lotta per la liberazione del popolo arabo, insieme alle stragi degli aeroporti di Tel Aviv, di Fiumicino, di Vienna, al dirottamento di Entebbe, alla strage di Monaco, a quanto pare anche della bomba alla stazione di Bologna eccetera eccetera eccetera: insomma una prova di come il popolo arabo sia fiero e disposto a battersi per i suoi ideali, la sua terra e la sua religione – con tutti i mezzi.
Be' come vi dicevo, il povero al-Megrahi era stato preso e ingiustamente condannato per la sua impresa, un po' come quei poveracci che hanno tanto languito nelle carceri italiane solo per aver ammazzato un poveraccio in carrozzella (ma americano e dunque colpevole ed ebreo e dunque doppiamente colpevole) sulla nave che avevano dirottato: un modo inaccettabile di restringere la libertà di resistenza e a guardar bene anche quella di manifestazione del pensiero.
Però al nostro eroe era capitato un cancro e soprattutto alla Gran Bretagna che lo deteneva era venuta una gran sete di petrolio, sicché ad agosto il ministro scozzese della giustizia, in maniera del tutto autonoma naturalmente, aveva deciso di liberarlo per misura umanitaria. Ogni rapporto con la concessione contemporanea di permessi di estrazione alla BP (che, per chi non lo sapesse significa British Petroleum) è puramente casuale. No, il fatto è che  il bravo Abdelbaset aveva solo due mesi di vita per la sua malattia e i britannici, si sa, soprattutto nella variante scozzese hanno paura dei fantasmi, sicché lo lasciarono andare con tanti saluti e una lacrimuccia.
A Tripoli fu giustamente accolto come un eroe: manifestazioni cortei discorsi. E questo turbò i soliti estremisti antiminareti, ma che volete, peggio per loro. Dopo i festeggiamenti il furbo Abdelbaset al-Megrahi si fece vedere in carrozzella, con tanto di mascherina sulla faccia: anche lui aveva diritto a un po' di carnevale. Dopo un paio di mesi, all'inizio di ottobre, si diffuse la notizia della dipartita del magnifico combattente dell'Islam; ma la notizia era falsa e fu prontamente smentita dall'ambasciata libica: puro frutto della volontà inglese di chiudere i fastidi connessi col caso. E invece no, l'eroe resiste. Tant'è vero che all'inizio di dicembre, la Gran Bretagna annunciò dispiaciuta di aver perso i contatti con il suo protetto. Dov'era finito? Era forse finalmente passato nelle braccia del Misericordioso, a gustarsi le sue 24 vergini d'ordinanza? No, siamo in grado di annunciarvi che secondo le nostre fonti se n'era andato a fare un po' di bagni al mare, perché anche l'estetica richiede la sua parte, e non ci si presenta con la faccia tirata e pallida a una festa, soprattutto con le vergini che, si sa, sono esigenti.
Fatto sta che un paio di giorni fa i solerti inglesi, fra una dichiarazione per la divisione di Gerusalemme e una ciucciatina al petrolio libico, hanno dichiarato che fortunatamente avevano "ripreso i contatti" con il libico. Anche qui, le mie fonti segrete mi permettono di illustrarvi la natura di questi "contatti": il governo Brown, preoccupato per la noia di sua maestà la regina, avrebbe deciso di assicurarle una grande serata di fuochi d'artificio per la fine d'anno e ha ottenuto dal grande esperto libico la sua collaborazione per far saltare un paio d'aerei per l'occasione – un effettaccio, ma niente al confronto del colpo che meditano, di coinvolgere uno degli autori dell'11 settembre per infilare un altro aereo nella Torre di Londra, con grande livello di son et lumiére. Sarà anche l'occasione di ribadire l'amicizia araba/euraraba, contro quei menagrano dello scontro di civiltà.
Vedete come ha ragione il profeta a scrivere nella sua opera immortale che "domani è un altro giorno"? E da un'altra parte, dicono i dottori (quelli medici, non i dottori della legge) che vi è pure scritto: "chi ha avuto, ha avuto; chi ha dato a dato; scurdammoci o passato." Cioè: i due mesi di prognosi valevano ad agosto per liberare l'eroe; adesso, passati quattro mesi, non sono più veri, anzi, non lo sono mai stati. Un miracolo! Ma non importa, domani è sempre un altro giorno e così "fra due mesi" è sempre fra due mesi, anche da oggi. Chi vuole anticipare le mosse del cielo? E poi la medicina libica, si sa, essendo islamica è molto meglio di quella degli infedeli. Lunga vita al combattente Abdelbaset al-Megrahi! E buoni contatti al governo inglese, esempio per tutt'Eurabia.

Ugo Volli


Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT