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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
24.08.2025 La sinistra insulta Netanyahu e Trump
Commento di Daniele Capezzone

Testata: Libero
Data: 24 agosto 2025
Pagina: 1/2
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «Sinistra sul carro di Macron»

Riprendiamo da LIBERO di oggi 24/08/2025, a pag. 1/2, con il titolo "Sinistra sul carro di Macron", il commento di Daniele Capezzone. 

Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

Fra Salvini e Macron, la sinistra sceglie Macron. Non tollera che il vicepremier italiano "insulti" il presidente francese con un innocuo "si attacchi al tram". Però è la stessa sinistra che tutti i giorni si permette di insultare Trump e di criminalizzare Netanyahu.

Quando la Patria chiama, la sinistra c’è. Quando il tricolore garrisce al vento, pure. Occhio al “dettaglio”, però: la Patria è la Francia, e il tricolore ha un inconfondibile blu al posto del verde.
E così, con la consueta puntualità, non appena il solito Emmanuel Macron ha inscenato la sua commediola anti-Salvini, come un sol uomo i leader e i sottoleader della sinistra italiana sono insorti per aggredire il leghista e simpatizzare con il francese.
La cosa è due volte bizzarra. Nel metodo, perché i neo-legionari filomacronisti sembrano voler vietare a un leader politico italiano di potersi esprimere. Non si può più dire nemmeno un innocuo “Macron si attacchi al tram”?
Tanto per fare un banale confronto, proprio nel numero di oggi di Libero trovate la sequenza di insulti e improperi giunti da Parigi verso Roma dal momento della nascita del governo guidato da Giorgia Meloni. E allora come funziona questo rapporto italo-francese? I galletti transalpini sono liberi di insolentirci allegramente, mentre da qui si possono solo lanciare petali di rosa?
Tra l’altro, a sostenere questa tesi curiosa è la stessa sinistra che ogni giorno riversa insulti irriferibili contro i leader stranieri sgraditi, da Donald Trump a Bibi Netanyahu. E quindi, di nuovo, saremmo dentro uno spettacolare doppio standard: offesa libera verso i capi di stato e di governo che non piacciono a Schlein-Bonelli-Fratoianni-Conte, ma intoccabilità dei loro amichetti stranieri.
Non solo: la bizzarria si estende pure al merito della polemica. Salvini, com’è noto, è contrario all’ipotesi di truppe europee (e quindi anche italiane) da inviare ora in Ucraina, mentre Macron oscilla tra affermazioni più interventiste e qualche retromarcia tattica. Prescindiamo un momento dall’opinione di ciascuno di noi sul punto: ciò che conta è che, su questa specifica questione, i partiti della sinistra italiana la pensano più come Salvini che come il presidente francese. Non risulta infatti che Pd, Avs e grillini vogliano inviare soldati italiani in Est Europa.
E allora ecco il testacoda più spettacolare: perfino quando nel merito della faccenda la sinistra potrebbe convergere con Meloni e Salvini, la coazione a ripetere e il disturbo ossessivo-compulsivo sono più forti di tutto. Prima si attacca il governo, e poi - forse - si discute. Con un bell’inchino in direzione Eliseo.

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