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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
20.08.2025 Zelensky soddisfatto dopo Washington
Cronaca di Daniele Dell'Orco

Testata: Libero
Data: 20 agosto 2025
Pagina: 4
Autore: Daniele Dell'Orco
Titolo: «Zelensky «soddisfatto»: ora può sperare»

Riprendiamo da LIBERO del 20/08/2025, a pag. 4, con il titolo "Zelensky «soddisfatto»: ora può sperare" la cronaca di Daniele Dell'Orco.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Zelensky esce a testa alta dal vertice della Casa Bianca. Ha rispettato l'etichetta richiesta da Trump, non è stato vittima di domande e atteggiamenti irritanti. Ed ora può ricominciare a sperare nella pace.

Nell’America di Donald Trump la forma conta almeno quanto la sostanza. Volodymyr Zelensky l’ha imparato a sue spese dopo la burrascosa visita dello scorso febbraio nello Studio Ovale, quando il presidente ucraino venne rimproverato per la mancanza di gratitudine e per un dress code che poco si addice ai bilaterali con l’uomo più potente del mondo. Così, stavolta, si è presentato da Trump con un completo nero anziché il suo solito outfit cargo («ho fatto del mio meglio», ha detto al momento della stretta di mano col tycoon). Ma non solo, perché lo Zelensky versione zen ha ringraziato per ben sei volte solo nei primi minuti dell’incontro gli americani per l’ospitalità ed ha schivato con maestria alcune severe domande poste dalla stampa conservatrice («continuerà a mandare i soldati ucraini a morire per un altro paio d’anni, oppure si deciderà a ridisegnare la mappa?». E ancora: «terrà prima o poi delle elezioni?»).
Il leader ucraino ha poi cercato di stabilire un legame familiare con Trump, consegnando al suo anfitrione una lettera della First Lady ucraina, Olena Zelenska, destinata alla First Lady americana, Melania Trump, che aveva chiesto a Vladimir Putin di risolvere la questione dei circa 20mila bambini ucraini che Kiev sostiene siano stati rapiti dalla Russia. Zelensky ha poi regalato a Trump una mazza da golf (grande passione di The Donald) che aveva a sua volta ricevuto in dono da Kostiantyn Kartavtsev, un sergente minore che ha perso una gamba nei primi mesi di guerra. Proprio il golf è diventato parte della riabilitazione del sottufficiale ferito, ha detto Zelensky a Trump mentre gli consegnava il regalo. Trump, fanno sapere dal suo ufficio stampa, ha accettato il regalo, ha registrato un video in cui ringrazia il guerriero ucraino per la mazza da golf e ha consegnato al presidente dell'Ucraina le chiavi simboliche della Casa Bianca. Insomma, “charming Zelensky” stavolta è piaciuto.
All’atto pratico, invece, deve ancora ottenere molto. Anche dai suoi post su X è scomparsa la richiesta di un cessate il fuoco come precondizione negoziale con Mosca e per ora ha evitato di rettificare la sua ferrea opposizione a qualsiasi concessione territoriale, che però sarà obbligata.
Si è concentrato sul dibattito circa le garanzie di sicurezza, un rospo che invece dovranno ingoiare i russi: «Stiamo già lavorando sul contenuto concreto delle garanzie di sicurezza. Vi saranno discussioni, e stiamo predisponendo i formati pertinenti. Proseguiremo anche domani (oggi, ndr). I consiglieri per la sicurezza nazionale sono ora in costante contatto. Vi saranno garanzie di sicurezza». Con il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, Zelensky ha parlato delle bozze in preparazione di un nuovo, diciannovesimo pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia e del percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione e per l’apertura dei cluster negoziali. Per ciò che riguarda il faccia a faccia con Putin, invece, Zelenksy ha rifiutato la proposta del Cremlino a tenerlo a Mosca. Tra le ipotesi alternative ci sono la Turchia, la Svizzera e l’Italia.
Intanto, nelle ore del vertice di Washington le forze russe hanno condotto massicci attacchi aerei contro infrastrutture ucraine. A Slovyansk, due missili Iskander-M hanno distrutto una fabbrica di mattoni usata come base logistica della 119ª brigata; 150 droni e missili da crociera hanno invece colpito la raffineria di Kremenchuk; altri 70 UAV hanno centrato una stazione di compressione del gas a nord di Poltava, mentre altri raid hanno preso di mira residenze, siti di assemblaggio droni e depositi nelle regioni di Dnipro, Nikopol, Sumy e Kharkiv. Secondo le autorità ucraine si contano 8 morti e 54 feriti. È l’attacco più massiccio dal 31 luglio ad oggi.

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