Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Il Foglio Data: 10 agosto 2025 Pagina: 1 Autore: Giulio Meotti Titolo: «Un Grossman arabo»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 10/08/2025, a pagina 1, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Un Grossman arabo".
Giulio Meotti
Kamel Daoud evidenzia il paradosso: in Israele Grossman può criticare liberamente, mentre nel mondo arabo gli scrittori dissidenti vengono incarcerati o uccisi, ignorati dagli occidentali che invocano la “pace” schierandosi contro Israele
David Grossman, israeliano, e Boualem Sansal, algerino, il 7 ottobre 2012 (data fatidica) lanciarono un appello per una “Unione mondiale degli scrittori per la pace” a Strasburgo, la città della pace ritrovata tra francesi e tedeschi. Sansal era appena stato al Festival della letteratura di Gerusalemme, dove aveva fatto la conoscenza di Grossman. Era tornato “arricchito e felice”. Parole imperdonabili per i regimi arabi che avevano conferito il “Premio del romanzo arabo” al suo “Rue Darwin” (Gallimard): premio ritirato e Sansal entra in tutte le liste nere. Sansal è in un carcere algerino dal 18 novembre, condannato a cinque anni, malato di cancro, accusato di “tradimento” per un’intervista e per quel viaggio a Gerusalemme. Ora l’Eliseo prova a fare pressioni su Algeri per liberarlo. Intanto Grossman processa Israele sulla stampa straniera. E Kamel Daoud, altro scrittore algerino dissidente, sul Point solleva il paradosso: “Israele è una democrazia dove Grossman può pensare contro il suo stesso popolo”. C’è l’unica democrazia del medio oriente e poi ci sono le dittature. “In un paese non in guerra, una semplice sentenza su una disputa di confine tra Marocco e Algeria ha fatto finire Sansal in prigione per ‘tradimento’, spionaggio, terrorismo...Bisogna immaginare Grossman in Algeria. Impossibile. Nel mondo arabo gli scrittori sono gettati in prigione, assassinati e costretti all’esilio. Eppure, sogniamo la libertà per la Palestina”.
E gli occidentali che sognano la fine di Israele in nome della “pace” si richiamano a Grossman e se ne impipano di Sansal.
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