Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde Lettere a Informazione Corretta
Testata: Informazione Corretta Data: 03 agosto 2025 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «Abbiamo perso la bussola»
Lettera: abbiamo perso la bussola
Carissima Deborah,
dopo la dichiarazione all'Onu di condanna del 7 ottobre e di intimazione ad Hamas di arrendersi da parte di alcuni paesi arabi, comincio a chiedermi se sia il caso di volgere il nostro sguardo di speranza verso est. Nessun paese europeo, neanche all'indomani del 7 ottobre (prima della "terribile reazione spropositata" di Israele!) si è sognato di fare una simile dichiarazione. Forse è un segno. Ci siamo ostinati a cercare di fare capire le legittime ragioni di Israele ai paesi europei e cosa abbiamo ottenuto? La rincorsa a chi arriva primo a riconoscere un farlocco stato palestinese, campagne di odio e disinformazione contro Israele, il ritorno trionfante dell'antisemitismo vitale che non risparmia bambini piccoli in fila per il bagno in autogrill o adolescenti in gita su un aereo. Proprio nell'Europa che fu la culla della Shoah.
Se dittature islamiche indicano la via del buon senso a democrazie occidentali, forse è segno che il riscatto morale non verrà da ovest, come pensavamo e, soprattutto, speravamo.
Con stima e affetto,
Sandra Biglino
Cara Sandra,
Il Jerusalem Post di venerdì è uscito con il titolo: ” I paesi arabi si scoprono sionisti”. È vero dovremmo rivolgerci di più a questi paesi, anche se dittature, perché, seppur non siano sionisti, in ogni caso conoscono i palestinesi, li odiano e li disprezzano. Appena iniziata la guerra, nel 2023, la Giordania ha chiuso i suoi confini per non rischiare un’invasione, lo stesso ha fatto l’Egitto che, oltre a chiudersi a riccio, ha eretto un secondo muro tra il Sinai e la Striscia di Gaza e non fa entrare nemmeno una formica. L’Iraq, all’epoca di Saddam, ha ammazzato tutti i palestinesi che poteva ammazzare e i rimanenti li ha cacciati, il Kuwait li ha cacciati dopo il loro tradimento. Sempre la Giordania negli anni ’70 ne ha uccisi circa 40.000 nel famoso Settembre Nero. Il Libano li tiene prigionieri nei campi profughi senza diritti civili dopo che hanno distrutto il Paese con il terrorismo contro i cristiani libanesi. Gli unici che li amano sono gli europei a causa dell’odio che hanno da sempre per noi ebrei. Io prego che i “Patti di Abramo” arrivino a una conclusione e che Israele possa contare sull’amicizia dei paesi arabi moderati. Così potremmo lasciare l’Europa a godersi i suoi adorati palestinesi e musulmani in genere e aspetto di vedere le loro lacrime perché noi ne abbiamo versate troppe a causa loro.