Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele respinge la dichiarazione di 25 nazioni (fra cui l’Italia) che non fanno pressione su Hamas Editoriale del Times of Israel e del Jerusalem Post
Testata: israele.net Data: 22 luglio 2025 Pagina: 1 Autore: Times of Israel, Jerusalem Post Titolo: «Israele respinge la dichiarazione di 25 nazioni che chiedono la fine “immediata e incondizionata” della guerra a Gaza senza fare pressione sul vero responsabile, che è Hamas»
Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - un editoriale del Jerusalem Post e del Times of Israel dal titolo "Israele respinge la dichiarazione di 25 nazioni che chiedono la fine “immediata e incondizionata” della guerra a Gaza senza fare pressione sul vero responsabile, che è Hamas".
Nessuna pressione su Hamas, solo su Israele: è questa la vergognosa linea di 25 Paesi, tra cui Gran Bretagna, Francia, Italia- già Italia!- Giappone, Australia e Canada. Secondo queste nazioni, Israele dovrebbe arrendersi e accettare che i terroristi facciano ciò che vogliono degli ostaggi. Questo dal governo Meloni non ce lo aspettavamo proprio. Che poi non vengano a dirci che è amico di Israele.
Il Ministero degli Esteri israeliano respinge una dichiarazione firmata lunedì da 25 paesi occidentali (fra cui Gran Bretagna, Francia, Italia, Giappone, Australia e Canada) che chiede la fine immediata della guerra a Gaza e critica il modello di distribuzione degli aiuti approntato dai governi israeliano e statunitense (per sottrarre gli aiuti al racket dei terroristi di Hamas).
Il Ministero afferma che la dichiarazione “è scollegata dalla realtà e manda un messaggio sbagliato a Hamas”.
“Tutte le dichiarazioni e tutte le rivendicazioni – dice Gerusalemme – dovrebbero essere rivolte all’unica parte responsabile della mancanza di un accordo per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco: e cioè Hamas, che ha iniziato questa guerra e che la sta perpetuando”.
“La dichiarazione non concentra la pressione su Hamas e non riconosce il ruolo e la responsabilità di Hamas nella situazione. Hamas è l’unica responsabile della continuazione della guerra e delle sofferenze di entrambe le parti” prosegue il comunicato del Ministero degli Esteri israeliano, concludendo che “in questi momenti delicati, mentre sono in corso negoziati per ostaggi e cessate il fuoco, è meglio evitare questo genere di dichiarazioni”.
Il Ministero degli Esteri israeliano attacca duramente Hamas, affermando che “anziché accettare un cessate il fuoco, è impegnata in una campagna per diffondere menzogne su Israele. Allo stesso tempo, Hamas agisce deliberatamente per aumentare gli attriti e i danni ai civili che vengono a ricevere aiuti umanitari”.
Nel comunicato Gerusalemme afferma che, sebbene esista un piano concreto per un accordo di cessate il fuoco, Hamas “continuata ostinatamente a rifiutarlo, mentre Israele lo ha ripetutamente accettato”.
Israele nega che le Forze di Difesa israeliane commettano abusi a Gaza e ribadisce che le limitazioni alle forniture sono necessarie per impedire che i terroristi si impadroniscano degli aiuti.
(Da: Times of Israel, Jerusalem Post, 21.5.25)
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