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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Repubblica Rassegna Stampa
24.05.2024 Taiwan sotto attacco: Occidente, svegliati!
Analisi di Gianni Vernetti

Testata: La Repubblica
Data: 24 maggio 2024
Pagina: 18
Autore: Gianni Vernetti
Titolo: «Più spese militari e appelli agli alleati La strategia dell’isola per difendersi»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi 24/05/2024, a pag. 18, con il titolo "Più spese militari e appelli agli alleati La strategia dell’isola per difendersi" l'analisi di Gianni Vernetti.

Gianni Vernetti lascia il Pd: nuova formazione con Rutelli e Lanzillotta -  La Stampa
Gianni Vernetti
Taiwan, più spese militari e appelli agli alleati: la strategia dell'isola  per difendersi - la Repubblica
La Cina tenta in tutti i modi di sabotare il mercato taiwanese, adesso è il blocco navale. La libertà di Taiwan va protetta e non bisogna lasciare Xi fare il bullo di strada. Occidente, svegliati!

Sono passati soltanto 3 giorni dall’insediamento del nuovo presidente Lai Ching-te e Taiwan è nuovamente accerchiata dalla marina della Repubblica Popolare Cinese. «L’azione di oggi sembra sempre più prefigurare una strategia di Pechino orientata a realizzare una qualche forma di “blocco navale”, più che al conflitto militare diretto e all’invasione di Taiwan», racconta Si-Fu Ou, Direttore dell’Institute for National Defense and Security Research, il think tank del Ministero della Difesa. La capitale vive con un certo disincanto l’ennesima provocazione di Pechino e nulla si è fermato: i mercati notturni pullulano della vita di sempre e il cuore tecnologico del pianeta, fatto di 26 parchi scientifici e tecnologici fra Taipei e Kaoshiung e decine di fabbriche di chip e semiconduttori, continua a sfornare quelle tecnologie senza le quali automobili, cellulari e computer si fermerebbero. Ma qualcosa sta cambiando. Lasvolta autoritaria di Xi-Jinping, la fine della città libera di Hong Kong con la morte del modello “un Paese, due sistemi” e l’obiettivo dichiarato da Pechino di voler raggiungere l’obiettivo della riunificazione con tutti i mezzi, ha costretto Taiwan a cambiare strada. Se nei primi dieci anni del nuovo secolo il Paese si è concentrato esclusivamente sulla crescita economica interna, il rischio di un conflitto fra i due lati dello stretto ha costretto Taiwan a cambiare passo. La leva obbligatoria è stata allungata di quattro mesi e il budget della difesa è passato quest’anno dal 2% al 2,5% del Pil, con l’obiettivo di raggiungere il 3% entro il 2026; e sono aumentate progressivamente le azioni di coordinamento fra Taiwan e gli alleati occidentali. «L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è stata per noi una lezione importante - racconta Tien Chung-Kwang, Viceministro degli Esteri- per aggiornare le nostre politiche difensive e il nostro sistema di alleanze. La resilienza della società ucraina, la capacità di affrontare sfide asimmetriche, l’innovazione continua delle tattiche militari, ladeterminazione a difendere la propria democrazia, la costruzione di un’ampia coalizione di paesi democratici, sono state per noi una fonte di grande ispirazione». Da qui la richiesta agli alleati di Asia, Europa e America di essere più presenti nello stretto: «La Cina sta minacciando un ordine internazionale fondato sulle regole e sul diritto, e vuole dettare le proprie condizioni su ampie aree di mare che non le appartengono - ha proseguito - . Quindi dobbiamo fare in modo che sia garantita la piena libertà di navigazione nell’Indo-Pacifico». «Come già hanno fatto gli Usa, il Giappone e la Germania - prosegue Tien Chung-Kwang - invitiamo altri paesi europei ad attraversare lo stretto di Taiwan e il Mar Cinese Meridionale con le proprie navi per affermare la libertà di navigazione che è un diritto universale». Il gruppo navale della portaerei Cavour, che partirà a breve per una lunga missione fra il Mediterraneo, Gibuti, India e Giappone conferma l’impegno italiano in tal senso. Taiwan non sta soltanto aggiornando la propria politica di difesa, ma sta anche tentando di mettere in sicurezza la propria produzione industriale, a cominciare dalle tecnologie più pregiate e sensibili dei semiconduttori. Questo è il senso delle joint venture che sono state realizzate recentemente fra il colosso dei semiconduttori Tsmc e altre aziende di Giappone, Usa, Germania e India per ampliare i siti di produzione, costruendo così una vera e propria “catena di approvvigionamento democratica”. Il record di presenze internazionali all’inaugurazione del nuovo presidente Lai Ching-te è stato un segnale chiaro nei confronti di Pechino: i Paesi democratici non abbandoneranno Taiwan al suo destino.

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