Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Milano, PD invita i filo Hamas Cronaca di Massimo Sanvito
Testata: Libero Data: 30 gennaio 2024 Pagina: 3 Autore: Massimo Sanvito Titolo: «Intifada Pd: invita i filo-Hamas»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 30/01/2024, a pag. 3, con il titolo "Intifada Pd: invita i filo-Hamas", la cronaca di Massimo Sanvito.
Massimo Sanvito
Francesca Albanese, anche questa nota odiatrice di Israele invitata dal PD milanese.
«Una mattina d’autunno ti svegli e scopri che la Storia ha impugnato una penna e ha deciso: “Oggi scrivo il capitolo più bello di tutti: quello della rinascita palestinese, di Gaza che rompe le mura della prigione, dell’oppresso che si ribella e scopre cos’è la paura”». È il 7 ottobre e Alae Al Said, scrittrice e attivista palestinese, festeggia così il freschissimo attacco di Hamas a Israele. Due giorni più tardi, pubblicando una vignetta che ritrae un miliziano appeso a un paracadute, celebra l’incursione aerea dei terroristi: «La libertà non può essere ancora lontana».
Posizioni radicali che i Giovani Democratici del Municipio 1 di Milano, i radical chic da monopattino e kefiah, volevano premiare con un invito all’autrice di “Sabun”, il suo romanzo sulla “Palestina occupata” di recente presentato con la deputata 5 Stelle Stefania Ascari e l’ex grillino Alessandro Di Battista, a partecipare come relatrice al convegno inizialmente messo in agenda il prossimo 15 febbraio. Titolo: “Colonialismo e apartheid in Palestina. Una lunga storia di occupazione illegale e Resistenza”.
Al Said, però, non ci sarà.
«Ha preferito tirarsi indietro visto il circo mediatico che si è creato», hanno annunciato i giovani compagni. E pure l’evento apertamente filo Hamas non si terrà più al circolo Pd intitolato al partigiano Aldo Aniasi, il cui segretario è Ludovico Manzoni, figlio di Daria Bignardi, presentissimo insieme ad altri compagni dem alla manifestazione non autorizzata di centri sociali e Giovani Palestinesi che sabato a Milano è andata all’assalto delle forze dell’ordine. Non è annullato: sarà scelta una nuova sede.
«La censura non è mai la soluzione. E non lo sarà questa volta», hanno rilanciato i Giovani Democratici. I vertici del Pd milanese, dopo le rimostranze del consigliere comunale Daniele Nahum, hanno preferito correre ai ripari. Nessuna sede di partito. Anche se la frittata è stata servita...
Nel gran parterre di nemici della democrazia, ci sarà anche Ibrahim Youssef, presentato come “divulgatore e studioso della questione palestinese”, che a chi gli chiede se sia a favore di Hamas risponde così: «Io penso sia la domanda sbagliata da farsi. La domanda giusta è: quando il popolo ha diritto di ribellarsi? Io credo che un popolo che è stato invaso ha il diritto di opporsi. Nel caso in cui i modi pacifici non portino a nessun risultato, allora sei legittimato a usare la violenza e la lotta armata». Dunque, i combattenti di Hamas son terroristi o no? «No», scrive a corredo di un video dell’intellettuale comunista Ilan Pappé in cui si invita Israele a scendere a compromessi con quel movimento para-militare come unica strada per giungere alla pace in Palestina. Ma non è tutto, perché Ibra – come si fa chiamare – un’ora prima dello scoccare della mezzanotte dello scorso 31 dicembre augurava a tutti buon Capodanno con la foto di quattro cani impauriti (e incolpevoli...
) con altrettanti cartelli appesi al collare per formare la sequenza “Per favore/i petardi/sparateli solo/sullo Stato illegittimo di Israele”.
E poi ecco Francesca Albanese, “relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei territori palestinesi”, che nel 2014 si era distinta per una lettera aperta a mezzo social che recitava testuali parole: «America ed Europa, soggiogati dalla lobby ebraica gli uni, e dal senso di colpa per l’Olocausto gli altri, restano al margine e continuano a condannare gli oppressi - i palestinesi- che si difendono con i mezzi che hanno (missili squinternati) invece di richiamare Israele alle proprie responsabilità secondo la legge internazionale». Genocidio, pulizia etnica e deportazione – degli israeliani nei confronti dei palestinesi, va da sé... – sono le parole preferite del suo vocabolario. E Hamas? Secondo il direttore di Un Watch, Hillel Neuer, intervenuto al Congresso Usa, Albanese avrebbe addirittura fatto capolino a una conferenza del movimento nel novembre del 2022 dicendo loro candidamente: «Avete il diritto di resistere». A completare il poker di relatori a senso unico del convegno sponsorizzato dai giovani del Partito Democratico ci sarà anche l’artista e “attivista dei diritti palestinesi” Moni Ovadia, altra personalità dichiaratamente anti-Israele. Una serata a senso unico che potrà contare su due moderatori eletti con il Pd nelle istituzioni milanesi: Alessandro Corti e Marta Nicolazzi. Ci penseranno loro a bilanciare l’incontro? Dubitiamo di no, visti i precedenti. Lui, consigliere nel Municipio 7, a una decina di giorni dalle uccisioni e dalle decapitazioni di massa firmate Hamas, si era esibito così in aula: «I governi recenti di Israele sono regimi dittatoriali, fascisti, razzisti e nazisti. Cose che bisogna ricordarsi quando si incrimina un’organizzazione, come Hamas, che fa proseliti in contesti estremizzati, dovuti anche alla gestione pessima, razzista e discriminatoria del governo di Israele». Lei, invece, consigliere nel Municipio 1, è una grande fan della causa palestinese dipinta illegalmente sui muri della metropoli: è tutto un diluvio di murales “Free Gaza” e “Gaza Libera”. Sui suoi canali viene lodata pure l’azione collettiva dei centri sociali abusivi che prima di Natale hanno tappezzato i cartelli stradali della città con l’adesivo “Gaza” schizzato di sangue. «Sono tante, troppe, le divisioni della sinistra e questa strisciante adesione alle posizioni più radicali del mondo palestinese tradisce un’idea di democrazia malata più vicina ai regimi teocratici mediorientali», è il commento del deputato milanese di Fdi, Stefano Maullu. Quella della base Pd di Elly Schlein non è più una deriva ma una strada ben tracciata.
Per inviare a Libero la propria opinione, telefonare: 02/99966200, oppure cliccare sulla e-mail sottostante