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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
04.01.2024 Ad Harvard combattono 2 Americhe
Commento di Andrea Morigi

Testata: Libero
Data: 04 gennaio 2024
Pagina: 10
Autore: Andrea Morigi
Titolo: «Ad Harvard si combatte la sfida tra 2 americhe»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 04/01/2024, a pag.10 con il titolo "Ad Harvard si combatte la sfida tra 2 americhe", il commento di Andrea Morigi.
 
Princìpi non negoziabili» e Destra -
Andrea Morigi
La ex presidente dell’ateneo di Harvard, Claudine Gay
La ex presidente dell’ateneo di Harvard, Claudine Gay
Se fossero sufficienti i finanziamenti dal mondo islamico per mantenere le costosissime università statunitensi, i progressisti non dovrebbero preoccuparsi troppo per quella che definiscono l’offensiva culturale della destra.

Invece, vedono traballare le loro cattedre e gridano allo scandalo dopo le dimissioni della presidente dell’ateneo di Harvard, Claudine Gay, accusata di aver copiato, senza citarle, pubblicazioni scientifiche altrui. A parere della diretta interessata, non è per via dell’attività di saccheggio sistematico che la sua carriera si è bruscamente interrotta, ma le cause dell’allontanamento volontario sarebbero da ricercarsi negli «attacchi personali e minacce alimentate da razzismo», benché ammetta anche un’ipotesi più verosimile, cioè il dubbio seminato sui «miei impegni nell’affrontare l’odio e nel sostenere il rigore accademico».
Manco fosse una perseguitata, le viene in soccorso un gigante dell’informazione, l’Associated Press, che diffonde a livello mondiale una nota in cui incornicia la vicenda in un contesto cospiratorio, sigillato dal classico quesito complottista: a chi giova? Alle frange reazionarie, naturalmente, dipinte come un pericolo mortale per la libertà accademica contro la quale è stata già «innalzata la minaccia di dissotterrare il plagio», come se fosse un’ascia di guerra, anzi addirittura «l’arma conservatrice contro le università».
Si può concordare sul fatto che per la sinistra la proprietà – anche intellettuale – sia tuttora da considerarsi un furto.

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