Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele, la protesta di tutti i giornali: escono con la prima in nero Cronaca di Rossella Tercatin
Testata: La Repubblica Data: 26 luglio 2023 Pagina: 14 Autore: Rossella Tercatin Titolo: «I giornali israeliani listati a lutto la protesta occupa le prime pagine»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 26/07/2023, a pag. 14, con il titolo "I giornali israeliani listati a lutto la protesta occupa le prime pagine" la cronaca di Rossella Tercatin.
Rossella Tercatin
I giornali israeliani con la prima in nero
GERUSALEMME — Prime pagine completamente nere per raccontare un momento buio della democrazia israeliana. Così uno dei gruppi protagonisti delle proteste contro la riforma della giustizia, che rappresenta il settore high-tech, ieri ha scelto di lanciare un segnale di allarme acquistando lo spazio di apertura di alcuni dei principali quotidiani del paese – Yediot Achronot , Haaretz , Calcalist e persino il freepress di destra Israel Hayom – per denunciare il passaggio della prima parte della riforma. Per Israele, all’indomani dell’approvazione della legge che ha abolito il criterio di ragionevolezza (col quale la Corte Suprema poteva annullare leggi o provvedimenti ritenuti incongrui), il prezzo è già alto. L’agenzia Morgan Stanley infatti ha declassato il rating del debito israeliano a causa delle incertezze sul futuro dell’indipendenza del potere giudiziario, Moody’s che già lo aveva fatto ad aprile ha pubblicato un rapporto sottolineando come i timori legati all’impatto della riforma sull’economia si stiano materializzando, mentre Citibank ha sconsigliato di investire in Israele. Lo stesso settore high-tech israeliano esprime preoccupazione e non si limita ai gesti simbolici. Secondo uno studio pubblicato ieri daStart-Up Nation Central, quasi il 70% delle sue società ha già intrapreso misure per tutelarsi dagli effetti della riforma, lavorando per spostare i propri fondi o la sede all’estero. Dopo la notte di proteste lunedì in seguito all’approvazione della nuova legge che taglia le ali alla Corte Suprema, ieri la situazione si è calmata – anche se gli attivisti promettono di continuare la battaglia. Il 30 luglio la Knesset chiuderà i lavori per la pausa estiva che si protrarrà fino al 15 ottobre – dopo la conclusione delle festività ebraiche autunnali. Per questi ultimi giorni non è previsto il passaggio di altri elementi della riforma. Nel frattempo però, comincia a profilarsi lo scontro tra i poteri dello Stato che è uno dei rischi paventati in seguito all’azione di governo. La procuratrice generale Gali Baharav-Miara ha chiesto alla Corte Suprema di annullare una legge che impedisce alla stessa corte di ordinare a un primo ministro di astenersi dal trattare di una particolare questione o di ricusarsi in caso di conflitto di interessi. La misura è stata approvata a marzo per proteggere Netanyahu, che si trova sotto processo per corruzione e abuso di ufficio. Uno sviluppo che potrebbe aprire una crisi senza precedenti, proprio mentre la priorità dell’agenda di governo rimane quella di limitare il potere del tribunale.
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