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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
25.06.2023 L’Ue ha uno strumento forte contro Putin
Approvato un nuovo pacchetto di sanzioni

Testata: Il Foglio
Data: 25 giugno 2023
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «L’Ue ha uno strumento forte contro Putin»
Riprendiamo dal FOGLIO  di oggi, 25/06/2023, a pag. 3, l'editoriale "L’Ue ha uno strumento forte contro Putin".

The Ukraine-EU Relationship - UK in a changing Europe

L’Unione europea ieri ha adottato formalmente l’undicesimo pacchetto di sanzioni, oltre alle solite misure contro la Russia e i suoi oligarchi, contiene una novità importante. La Commissione e i ventisette stati membri si sono dati la possibilità di colpire i paesi terzi che aiutano la Russia a eludere le sanzioni, contribuendo al suo sforzo di guerra contro l’Ucraina. Da sei mesi, gli occidentali si sono accorti che paesi come il Kazakistan, gli Emirati Arabi Uniti, l’Armenia o la Turchia sono diventati piattaforme per le triangolazioni delle merci che la Russia non può più importare dall’Ue. Semiconduttori, droni, telecamere a raggi infrarossi, componenti per la fabbricazione di fucili o carri armati: i dati doganali mostrano un forte aumento delle esportazioni dall’Ue verso questi paesi terzi, che a loro volta riesportano verso la Russia. L’Ue ha provato a reagire con le buone. A dicembre ha nominato un inviato speciale sulle sanzioni, David O’Sullivan, che ha fatto il giro delle capitali per convincere i paesi terzi a collaborare. I risultati sono limitati. L’Ue ha così deciso di inserire nella sua lista nera diverse società con sede a Hong Kong, in Uzbekistan, negli Emirati Arabi Uniti, in Siria e in Armenia che forniscono materiale al complesso militare e industriale della Russia. E’ un primo avvertimento. Se l’Ue constaterà che in un determinato paese l’elusione delle sanzioni ha “carattere sistemico”, potrà vietare la vendita e l’esportazione di beni e tecnologie sensibili verso questo paese. Il cosiddetto “strumento anti elusione è la vera novità dell’undicesimo pacchetto. I negoziati sono stati difficili: gli europei sono allergici alle sanzioni extra-territoriali stile Stati Uniti e hanno già detto che sarà uno strumento di ultima istanza, da usare solo se il dialogo fallirà. Ma, se vuole essere presa sul serio, l’Ue deve iniziare a punire quei paesi che stanno consentendo a Vladimir Putin di proseguire la guerra di aggressione contro l’Ucraina.

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