Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
'Benvenuti a Tel Aviv nella Palestina occupata': Ryanair non ha ancora chiesto scusa Commento di Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta Data: 19 giugno 2023 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «'Benvenuti a Tel Aviv nella Palestina occupata': Ryanair non ha ancora chiesto scusa»
"Benvenuti a Tel Aviv nella Palestina occupata": Ryanair non ha ancora chiesto scusa
Commento di Deborah Fait
Forse la notizia, anche se gravissima, è passata inosservata visto che non c’è stata eco sui giornali. O forse cose come cancellare, seppur verbalmente, uno stato sovrano, nello specifico Israele, fa parte della normalità ormai. Una normalità inaccettabile e rivoltante. È accaduto che pochi giorni fa ai passeggeri del volo Ryanair, da Treviso a Tel Aviv, che si sono sentiti dire da un assistente di volo “Siete pregati di restare ai vostri posti. Stiamo atterrando a Tel Aviv, nella Palestina occupata”, in italiano e in inglese. Un passeggero che, scandalizzato, aveva tentato di fotografare l’assistente in questione, è stato minacciato di arresto. Tutti gli altri, indignati, hanno immediatamente chiesto di correggere l’annuncio e di chiedere scusa. “Non abbiamo comprato il biglietto per sentire le opinioni politiche e antiisraeliane dell’assistente di volo. Tutto quello che gli abbiamo chiesto è stato correggere e dire che Tel Aviv è in Israele.”
Niente da fare, le loro rischiste sono state rifiutate e sono stati anche accusati di creare confusione e di mettere in pericolo il volo. L’assistente non portava la targhetta con il nome quindi è stato impossibile identificarlo per una ulteriore denuncia. Al momento la compagnia, la cui sede è a Dublino, Irlanda ( paese notoriamente antisionista/antisemita), ha rifiutato di rispondere alle tante proteste, tantomeno si è premurata di chiedere scusa. Gli anni passano inesorabili ma il vizio resta. L’immoralità della menzogna, dell’odio antiisraeliano, il malcostume di manipolare la storia di Israele a seconda della propria ideologia distorta e ignorante. Non è la prima volta che Israele viene cancellato e sostituito con una fantasiosa quanto inesistente Palestina. Era successo anni fa con l’Air France e anche, se non ricordo male, saltuariamente con altre compagnie aeree, a seconda delle idee politiche e in malafede del personale di volo. Assurdo, incredibile e scandaloso che la politica e la menzogna entrino a gamba tesa in quelli che dovrebbero essere solamente voli turistici, doverosamente imparziali e asettici nei confronti dei paesi in cui sono diretti. Il punto è che non esiste, né è mai esistita, alcuna questione storica in grado di coinvolgere l’opinione pubblica, supportando totalmente una causa, sempre e soltanto quella palestinese, come il conflitto arabo-israeliano. Ribaltare la storia e ritenere Israele colpevole di occupare terre altrui è parte del pensiero comune della maggior parte della gente, obnubilata dalla propaganda incalzante e dalla presa di posizione pro palestinese della maggior parte dei media internazionali. A chi non è capitato un tentativo di spiegare la situazione, adducendo le ragioni di un Israele da sempre aggredito nella sua esistenza, da sempre boicottato, esecrato, e di sentirsi rispondere con sufficienza: -si, si, questo lo dici tu ma l’altra campana?- Come l’altra campana! La sentono da sempre, lo scrivono i giornali, lo dicono le televisioni, lo piagnucolano a destra e a manca gli arabi cosiddetti palestinesi. L’altra campana la sentono quotidianamente con tutte le bugie e le manipolazioni che ciò comporta. Sono le ragioni di Israele, è la verità storica che rifiutano di ascoltare e di verificare perché significherebbe smettere di odiare, significherebbe ammettere finalmente di aver detto e ascoltato solo menzogne. Significherebbe finalmente capire la tragedia di un popolo che in tutta la sua storia non ha potuto godere un solo giorno di vera pace e che, nonostante tutto, non si lamenta e cerca di vivere felice. E capire non vogliono. La maggior parte dell’opinione pubblica vive della rendita di odio fornita su un piatto d’argento delle numerose campagne antiisraeliane degli anni 60/70/80/90 del secolo scorso quando l’ideologia terzomondista era al suo apice.Quando l’odio antisemita si abbeverava persino del sangue dei tanti ebrei ammazzati in Israele e in Europa dal terrorismo palestinese. Quanto dolore abbiamo provato nel vedere che per noi non c’era pietà. Quanta rabbia impotente quando, mentre venivamo massacrati dai kamikaze sugli autobus e nelle strade di Israele, dai porti italiani partivano le barche piene di gentaglia urlante Viva la Palestina, Viva Hamas, abbasso i sionisti. Si, passano gli anni, non passa l’odio, non passa l’ignoranza, non passa il pregiudizio. Un portavoce di Ryanair ha osato rilasciare il seguente comunicato “ Un errore inspiegabile ma innocente, senza sfumature o intenti politici ”. Eh no, bello mio. Quale errore? Cancellare uno stato sovrano e sostituirlo con un altro, per giunta inesistente, non è uno sbaglio, tantomeno innocente. Falsificare la storia non è un errore, è volontà di negare l’esistenza di un Israele sovrano nella sua terra. È ideologia antisemita, è odio, è propaganda! Non si può far passare per normale una cosa così. Lo so che non finirà mai, siamo tutti consapevoli che la manipolazione storica contro Israele è entrata nel DNA dell’opinione pubblica e degli organi che dovrebbero informare. La speranza che si esauriscano odio e pregiudizio è pura utopia da visionari. Una cosa però possiamo fare, la più semplice e forse la più stupida ma che potrebbe funzionare se non altro dal punto di vista morale: le compagnie aeree sono tante, non è necessario volare Ryanair!