Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ebrei ucraini in fuga verso la Polonia dopo il crollo della diga di Kachovka Commento di Francesco Paolo La Bionda
Testata: Bet Magazine Data: 17 giugno 2023 Pagina: 1 Autore: Francesco Paolo La Bionda Titolo: «Ebrei ucraini in fuga verso la Polonia dopo il crollo della diga di Kachovka»
Riprendiamo da BET Magazine-Mosaico il commento di Francesco Paolo La Bionda con il titolo "Ebrei ucraini in fuga verso la Polonia dopo il crollo della diga di Kachovka".
Dopo il crollo della diga di Kachovka il 6 giugno scorso, gli ebrei ucraini residenti nelle aree allagate sono fuggiti verso la Polonia, dove il movimento Chabad ha predisposto un programma di aiuti a Varsavia. Il sabotaggio della diga sul Dnepr a opera delle forze russe, come contromisura per rallentare la nuova offensiva ucraina, ha comportato l’allagamento di un’area di oltre 600km2 dell’oblast’ di Kherson a valle dello sbarramento, inondando decine di villaggi.
L’inondazione ha portato con sé numerosi pericoli e problematiche, dagli inquinanti finiti nelle acque alle mine strappate dal terreno e disperse nel territorio. Inoltre, la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, è messa ulteriormente a rischio dato che le acque del bacino artificiale racchiuso dalla diga erano necessarie per il raffreddamento dei suoi impianti. Rav Mayer Stambler, co-direttore di Chabad in Polonia, ha fatto sapere che il movimento si è prontamente attivato per accogliere i rifugiati, fornendo loro cibo, alloggi, vestiti e beni di prima necessità, oltre a garantire loro l’accesso alle funzioni religiose, come già fatto in occasione dei precedenti arrivi di ebrei in fuga dall’Ucraina.
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