Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Offensiva ucraina, i russi arretrano Cronaca di Paolo Brera
Testata: La Repubblica Data: 12 giugno 2023 Pagina: 6 Autore: Paolo Brera Titolo: «Il cuneo degli ucraini tra le armate di Mosca, Kiev riprende 4 villaggi»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 12/06/2023, a pag. 6, con il titolo “Il cuneo degli ucraini tra le armate di Mosca, Kiev riprende 4 villaggi” l'analisi di Paolo Brera.
Il capo dei servizi segreti militari ucraini, Kyrylo Budanov, gira un video di trenta secondi e non dice una sola parola. Resta muto, assoluto silenzio. Solo alla fine accenna un sorriso sornione: «Novità in arrivo. I piani richiedono il silenzio», è scritto nella didascalia. È uno squillo di tromba a volume zero, ma non per questo meno roboante di quello della cavalleria all’assalto: lancia una nuova fase attiva della guerra di liberazione ucraina, e in poche ore se ne vedono i risultati. L’affondo conquista stabilmente i primi tre villaggi sotto occupazione russa. Si issano le bandiere gialle e blu sui tre insediamenti lungo le sponde sinuose del Mokri Yaly, un fiumiciattolo che irriga le campagne nel Sud a cavallo tra le regioni di Donetsk e Zaporizhzhya. Nei combattimenti salta in aria una chiusa irrigua e per gli ucraini sono i russi che hanno «fatto saltare una nuova diga» per fermare la loro avanzata inondando le aree in cui era in corso.
Kyrylo Budanov
Niente a che vedere con il disastro di Nova Kakhovka, ma è un altro segnale che la posta sul tavolo si è improvvisamente alzata. Dopo settimane di assaggi di controffensiva lungo l’intera linea di attrito per testare la reazione dei russi, ieri è dunque scattato il primo vero affondo. Neskuchne e Blahodatne sono due paesini ormai disabitati in cui prima della guerra vivevano poche centinaia di abitanti, insediamenti in “zona grigia” — cioè contesa dai due eserciti — alla periferia della cittadina di Velyka Novosilka, 5mila anime sotto controllo ucraino. I soldati di Kiev hanno conquistato il secondo sfondando le mura dell’edificio in cui si trovava il comando russo, e girando un video mentre entrano all’interno. Secondo il loro racconto avrebbero chiesto ai russi di arrendersi, e di fronte al loro rifiuto «sono stati eliminati». Altri soldati nel paesino si sono poi consegnati. Più a valle, in serata, Kiev ha annunciato la liberazione di un terzo villaggio, Makarivka. Secondo la compagnia mercenaria russa Wagner «gli ucraini sono riusciti ad avanzare di 6-7 chilometri negli ultimi giorni». La milizia di Prigozhin conferma che Neskuchne e Blahodatne «sono saldamente sotto il loro controllo » e aggiunge che «anche il villaggio di Storozheve è presumibilmente occupato da Kiev mentre sull’altra sponda del fiume Mokry Yaly il nemico attacca le nostre truppe nel villaggio di Urozhaynoye». Movimenti interessanti soprattutto per le implicazioni strategiche: minacciano una manovra a cuneo lungo la linea di congiunzione tra il comando dell’armata russa Sud, la Quinta Armata, e quello della Repubblica di Donetsk in cui operano i filorussi secessionisti e reparti di fanteria e marina russa. È la tattica che usarono i sovietici a Stalingrado: vinsero infilandosi tra i tedeschi e l’armata romena. Ed è una via da cui, se riuscissero a sfondare, si aprirebbe la strada per Mariupol. Ma i paesini conquistati sono piccoli avamposti presidati da pochi soldati, la vera linea difensiva con le trincee protette da campi minati e artiglieria pesante sono qualche chilometro a Sud. Presto vedremo se gliucraini proseguiranno l’azione o se era l’ennesimo diversivo. «Si stanno svolgendo azioni difensive e controffensive: non darò dettagli, penso che lo vedremo», aveva detto sabato il presidente Zelensky. Ieri ha ringraziato «i nostri soldati per questa giornata, per le offensive » delle divisioni «di Khortytsia e Tauria. A tutti coloro che stanno combattendo, che sono in posizione, a tutti coloro che aiutano: grazie per ogni passo, per ogni scontro, per ogni occupante ucciso». E intanto si segnalano nuovi attacchi alle ferrovie russe in Crimea, a Belgorod e vicino a Mariupol per tagliare i rifornimenti e la logistica militare, una tattica rivendicata dai servizi militari ucraini in un’intervista aRepubblica nelle scorse settimane. E Mosca ha denunciato ieri il tentativo di far colare a picco con i droni una sua fregata a difesa dei gasdotti nel mar Nero, attacco respinto «senza danni». Ma neppure i russi stanno a guardare: continuano ad attaccare le retrovie ucraine e a colpire con artiglieria e cecchini: ieri hanno ucciso tre civili sparando a una barca che per Kiev «traghettava in salvo i civili salvati dall’inondazione di Kherson». Erano sulla riva sinistra, occupata dai russi.
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