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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.04.2022 IC7 - Il commento di Diego Gabutti: Antisemitismo e Grande Reset
Dal 4 al 10 aprile 2022

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 aprile 2022
Pagina: 1
Autore: Diego Gabutti
Titolo: «IC7 - Il commento di Diego Gabutti: Antisemitismo e Grande Reset»
IC7 - Il commento di Diego Gabutti
Dal 4 al 10 aprile 2022

Antisemitismo e Grande Reset

I protocolli dei savi anziani di Sion: la fake news più ripetuta al mondo.  Anche dal senatore Lannutti

Ci sono somiglianze preoccupanti tra l’antisemitismo del Novecento, sopravvissuto ad Auschwitz sotto vecchie e nuove maschere, e le più recenti teorie del complotto, esplose con la pandemia e moltiplicate dall’aggressione russa all’Ucraina. C’è innanzitutto l’origine di queste teorie: non «i social» o «il web», qualunque cosa ne dicano, banalizzando, talk show e giornali, ma le agenzie segrete della Russia autocratica, come all’epoca dei Protocolli. E con lo stesso obiettivo: destabilizzare l’Occidente allargando la rete della solidarietà tra frange irrazionali dell’opinione pubblica democratica e il dispotismo asiatico, che ha il pogrom nel DNA (la caccia al giudeo, al dissidente, al nemico del popolo e al «nazista ucraino» con forconi, missili, falci, martelli e bombe a grappolo). Come prima sotto gli zar, poi sotto il regime antropofago delle bandiere rosse, la Russia eterna lavora sempre allo stesso progetto, ogni volta diffondendo nuovi Protocolli. «Nuovi»: si fa per dire. Come all’epoca dell’Ochrana, la polizia politica zarista che ispirerà prima la Čeka bolscevica e poi SS e Gestapo, e che nel 1903 fece circolare la prima edizione dei Protocolli storici, anche i «nuovi» Protocolli postulano un complotto planetario: quello dei Savi Anziani della finanza globale.

Aleksandr Dugin, l'ideologo di Putin:
Aleksandr Dugin

Multinazionali, Washington e Bruxelles, banche centrali, istituzioni internazionali, Hollywood, Big Pharma (e chiunque, per capirci, non abbia per cappello uno scolapasta) lavorano a un’apocalittica ripartenza del mondo: il Grande Reset, come lo hanno battezzato le enclave complottiste, il tecnocrate crucco Klaus Schwab e il nazionalbolscevico Aleksandr Dugin (devoto a Putin, a René Guenon, a Julius Evola). Strumenti di questo «reboot» alcune piaghe bibliche, dalla Nato che s’allarga a est (se non lo fa, è come se lo facesse) al Covid-19 che minaccia con i suoi distanziamenti e le sue mascherine le ultime comunità ribelli: il paese dei campanelli putiniano, gli assaltatori trumpiani del Campidoglio, gli stupratori e i saccheggiatori che stanno liberando l’Ucraina dall’oppressione. Scopo delle piaghe, più in generale, è addomesticare l’umanità intera, trasformandola in un gregge definitivamente rintontonito da pornografia, liberalismo, rock’n’roll e pregiudizio democratico. Stesse origini dell’antisemitismo storico, stesso disumanesimo, stessa miseria, stesso odio populista per l’intelligenza, stessa violenza fisica e ideologica per un nemico mitico: ieri l’ebreo, poi il «borghese», oggi la «casta», il «maschio bianco», l’elettore moderato. E se ci fossimo di nuovo? Attenzione a chi dice di temere il Grande Reset globalista: ne sta preparando uno a tutti noi, come a Bucha e Mariupol.

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Diego Gabutti

takinut3@gmail.com

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