Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
IC7 - il commento di Marco Paganoni: Apartheid, nazismo e l'invasione dell'Ucraina Dal 20 al 26 febbraio 2022
Testata: Informazione Corretta Data: 28 febbraio 2022 Pagina: 1 Autore: Marco Paganoni Titolo: «IC7 - il commento di Marco Paganoni: Apartheid, nazismo e l'invasione dell'Ucraina»
IC7 - il commento di Marco Paganoni
Dal 20 al 26 febbraio 2022
Apartheid, nazismo e l'invasione dell'Ucraina
Chi faceva notare che equiparare Israele all’apartheid sudafricano è ridicolo e non offende solo Israele ma anche le vittime del vero apartheid, si sentiva rispondere che oggi per il “diritto internazionale” la parola apartheid vuol dire altro e ha poco o nulla a che fare col segregazionismo razzista. Quando facevamo notare che accusare di “razzismo” uno stato perché si definisce “ebraico” significa definire gli ebrei una razza come facevano i nazisti, ci siamo sentiti rispondere che per Amnesty e Human Rights Watch “il concetto di gruppo razziale è un concetto politico” (sic). Se chiedevamo: come si può accusare Israele di perpetrare un “genocidio” degli arabi palestinesi se la popolazione araba palestinese, da quando esiste Israele, lungi dall’essere decimata si è decuplicata, ci veniva risposto che il termine “genocidio” non ha niente a che vedere con lo sterminio fisico di una popolazione. Avvertivamo: smettetela di dare del nazista a Israele perché, oltre che una vergognosa calunnia, è un modo subdolo di sminuire il nazismo e i suoi crimini, e con questo abuso di insulti gratuiti svuotate di significato le parole nazismo e genocidio. Inutile adesso stupirsi se l’arrogante e violento autocrate di Mosca si permette di giustificare l’aggressione a un paese vicino sostenendo che lo deve “de-nazificare” (sic) e che deve fermare il “genocidio” (sic) dei russi. Dicevamo: attenzione, non si può tollerare che venga continuamente negata la legittimità e il diritto di esistere di uno stato sovrano, e che ne venga apertamente minacciata la distruzione (“Palestina dal fiume al mare”, “cancellare l’entità sionista dalla carta geografica”).
Vladimir Putin in una caricatura
Oggi Putin nega apertamente la legittimità dell’Ucraina e attacca la sua stessa esistenza come stato sovrano. Bisognerebbe sempre ricordare, come ha scritto David Litman (del Committee for Accuracy in Middle East Reporting and Analysis): “Ciò che inizia contro gli ebrei non si ferma mai agli ebrei, e in un mondo dove il diritto di esistere dello stato ebraico viene apertamente messo in discussione, chi può impedire a dittatori come Putin di fare lo stesso con altri stati?”.