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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
27.12.2021 La bugia nostrana del comunismo buono
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Libero
Data: 27 dicembre 2021
Pagina: 7
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «La bugia nostrana del comunismo buono»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 27/12/2021, a pag.7 con il titolo "La bugia nostrana del comunismo buono" il commento di Iuri Maria Prado.

Perché non possiamo essere comunisti (nè socialisti) - Istituto Liberale  Italiano

L'Italia è rimasta per tutto il corso repubblicano sull'orlo dell'enorme piaga comunista che ha deturpato il mondo a est di Vienna. Ma non era la prossimità fisica con i Paesi contaminati dalla peste rossa a far sì che anche qui spirasse il fiato di quell'infezione. Geograficamente contigue, le società sottomesse al giogo comunista erano segrete allo sguardo degli italiani: un po' per forza propria di quei sistemi, che si reggono sulla capacità criminale di non far conoscere il proprio orrore se non a chi già vi è sottoposto; e un po' per la presenza cospiratoria dei comunisti italiani, prosperi in una alterità cinica che offriva agli aguzzini dei paradisi socialisti l'efficacissimo scudo di disinformazione grazie al quale il più ignominioso e duraturo esperimento di tirannia mai registrato nella storia dell'umanità ha potuto diffondersi, impunito, durante un secolo.

L'Opinione delle Libertà

La falce e il martello dei comunisti italiani erano la prova che quei due attrezzi - questo ha raccontato la propaganda nostrana - potevano essere adoperati per realizzare le cose buone, le cooperative e la Costituzione antifascista, le regioni ben amministrate e i sindacati democratici. L'immensa e doppia bugia italiana: perché quelle cose erano possibili qui non grazie alla presenza di quei simboli, ma non ostante; e perché essi sono in ogni caso riusciti a imporre i mali che invece i comunisti rivendicano come acquisizioni benigne, cioè una Carta costituzionale infiltrata di statalismo e un sistema economico and-concorrenziale, un ordinamento amministrativo che cannibalizza il potere centrale e ne riproduce i difetti e un sindacato forte nella protezione di grandi inefficienze e diffusi privilegi. Se nessun fremito è giunto qui dal crollo dell'Unione Sovietica, è perché l'edificio del comunismo italiano era anche più solido di quello tirato su oltrecortina.

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