Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
IC7 - Il commento di Davide Romano: Antisemitismo all'italiana Dal 20 al 25 dicembre 2021
Testata: Informazione Corretta Data: 27 dicembre 2021 Pagina: 1 Autore: Davide Romano Titolo: «IC7 - Il commento di Davide Romano: Antisemitismo all'italiana»
IC7 - Il commento di Davide Romano
Dal 20 al 25 dicembre 2021
Antisemitismo all'italiana
E' da quando indossavo i pantaloni corti che sento pronunciare "Mai più antisemitismo" dalle istituzioni italiane. E invece vedo tanti "Ancora una volta", soprattutto a partire dal 1967. Lo sappiamo, il virus dell'antisemitismo ha sviluppato una pericolosissima variante: quella antisionista. Qualcuno si era illuso che il vaccino della Memoria (della Shoah e delle altre persecuzioni antiebraiche passate in Europa) bastasse a proteggere gli ebrei dall'antisemitismo. Non è stato così. La variante antisionista ha bucato quel vaccino nel 1967 e da allora si aggira ovunque: dall'Onu (che votò una risoluzione antisionista nel 1975 poi cancellata) alle nostre istituzioni europee (che per la grandissima parte votano ancora per negare le radici giudaico-cristiane di Gerusalemme all'Onu) fino al nostro Paese, dove per decenni i nostri media hanno demonizzato un Paese democratico come Israele, prendendo alla leggera i veri massacri perpetrati dai suoi vicini. E a proposito del nostro Paese, nelle scorse settimane sono emerse le lacune e le "disattenzioni" dello Stato nel proteggere la sinagoga di Roma nel 1982, che furono enormi.
Di fatto, in nome dell'antisionismo, si è concesso di fare un attentato sul suolo italiano che ha colpito dei cittadini italiani ebrei. A conferma che l'antisionismo è solo una variante dell'antisemitismo. E fa un grave errore chi cerca di distinguerli. Da ultimo, pochi giorni fa, scopriamo che la presidente della sottocommissione dei diritti umani della Camera invita a parlare in Parlamento delle associazioni palestinesi definite da Israele terroriste. Questi rappresentanti dell'estremismo palestinese, puntualmente contaminati dal virus antisemita nella variante antisionista, arrivano a definire lo Stato ebraico «un sistema di apartheid», «una potenza occupante non ordinaria» e «un finto Stato democratico».
C'è da domandarsi come sia possibile che lo stesso Parlamento che ha istituito il Giorno della Memoria come vaccino all'antisemitismo, oggi senta il bisogno di diffondere la variante antisionista nelle nostre istituzioni. C'è un filo rosso che lega tutto quanto scritto sopra: dall'Onu alla Boldrini, passando per le uccisioni di ebrei per mano palestinese (non solo il bimbo Stefano Taché, ma anche la strage alle olimpiadi di Monaco, Leo Klinghoffer sull'Achille Lauro, la strage di Fiumicino, ecc.) che vengono subito dimenticate e relegate a stragi di serie B. Sono tutte tessere di un mosaico che fa emergere come le vite per lo Stato non sono tutte uguali. Per parafrasare Cuccia: non si contano, ma si pesano. A seconda di chi viene ucciso e di chi uccide, si ricorda o si cancella quella parte di storia dal calendario istituzionale grazie a un criterio "politico" aberrante. E quando perfino le istituzioni si fanno tolleranti verso il terrorismo palestinese, allora si apre - ancora una volta - la strada per la barbarie. Altro che gli ipocriti "Mai più"....c'è purtroppo sempre un "Ancora una volta" dietro l'angolo, dal 1967 a oggi.
Davide Romano Conduttore televisivo, scrittore, collabora conLa Repubblica- Milano Già Assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Milano