Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tutti i libri ebraici nelle biblioteche italiane Commento di Giulio Busi
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 22 agosto 2021 Pagina: 3 Autore: Giulio Busi Titolo: «Tutti i libri ebraici nelle biblioteche italiane»
Riprendiamo dal SOLE24ORE/Domenica di oggi, 22/08/2021 a pag.3, con il titolo "Tutti i libri ebraici nelle biblioteche italiane" il commento di Giulio Busi.
Giulio Busi
Che ci fossero, era probabile. Ma dove trovarli? Ho cominciato a catalogare vecchi libri ebraici una quarantina di anni fa. Le biblioteche italiane di allora, quelle pubbliche e le molte raccolte delle comunità ebraiche, erano mondi misteriosi, a cui avvicinarsi con somma pazienza. Che il nostro Paese fosse stato, tra Cinque e Seicento, il più importante produttore al mondo di volumi a stampa nella lingua santa lo si poteva leggere in qualsiasi manuale di storia del giudaismo. Quanti libri erano rimasti e quanti invece avevano preso per sempre via dei grandi centri stranieri? Lunghe ore a consultare i repertori delle collezioni generali, talvolta scritti in bella calligrafia ottocentesca. E altrettanti giorni a rovistare nei depositi, o nel retro di sinagoghe aperte solo occasionalmente, per le feste maggiori, questa era l'unica via possibile, ardua e tortuosa. Ci vollero la costanza e il senso politico di Tullia Zevi, allora presidente dell'Unione delle Comunità, per avviare, a Roma, la raccolta dei materiali di maggior pregio, che rischiavano di essere dispersi per sempre. Sembrava un'utopia e invece, lentamente, dai primi cataloghi a stampa, di collezioni particolari (il mio, dedicato alle cinquecentine ebraiche in Emilia Romagna, uscì nel 1987), si è arrivati ora a un ambizioso censimento digitale.
Da poco tempo, attraverso il sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si può accedere a I- Tal- Ya Books, il Catalogo collettivo dei libri ebraici conservati nelle biblioteche statali e delle Comunità ebraiche italiane. Oltre alla Nazionale Centrale, al progetto partecipano l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Biblioteca Nazionale d'Israele. L'obiettivo è coprire tutto l'enorme patrimonio "nascosto" in una quarantina di biblioteche. È una straordinaria memoria collettiva, e un omaggio alla lunga e formidabile diaspora nella nostra Penisola. Quarant'anni dopo, 40mila volumi sono una ricompensa insperata per gli sforzi e le curiosità di allora. E sono la dimostrazione che il deserto della bibliografia ebraica, certo non vasto e pauroso come quello della quarantennale peregrinazione biblica, può comunque essere attraversato. Ne vale davvero la pena.
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