Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Iran, diplomatica svizzera 'cade' dal 18° piano. Ma era già morta prima La cronaca di Avvenire
Testata: Avvenire Data: 05 maggio 2021 Pagina: 14 Autore: la redazione di Avvenire Titolo: «Giallo a Teheran: diplomatica svizzera cade dal 18° piano»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 05/05/2021, a pag.14 la breve "Giallo a Teheran: diplomatica svizzera cade dal 18° piano".
A quanto risulta dalle indagini della polizia iraniana, la donna era già morta prima della caduta dal 18° piano. Se così fosse, significa che è stata gettata, non può trattarsi di un suicidio ma di un crimine.
Ecco la breve:
Teheran
Una dipendente di alto livello dell'ambasciata svizzera in Iran è morta dopo essere caduta dal 18esimo piano dell'edificio in cui abitava, nella zona settentrionale di Teheran. La donna, aveva 52 anni. Il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) contattato ha confermato la notizia. La polizia ha escluso il suicidio perché la donna sarebbe già morta prima di precipitare. La Svizzera esercita il cosiddetto mandato in qualità di potenza protettrice in Iran, dove ha rappresentato gli interessi diplomatici degli Stati Uniti dal 1979.
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