Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Monaco 1972 e la lezione di Israele L'intervento di un lettore
Testata: Il Giornale Data: 05 maggio 2021 Pagina: 30 Autore: Attilio Napoleoni Titolo: «Terroristi fuggiti: la lezione israeliana»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 05/05/2021, a pag. 30 con il titolo "Terroristi fuggiti: la lezione israeliana" la lettera di Attilio Napoleoni.
I volti degli atleti israeliani assassinati a Monaco
Dopo 45 anni la Francia concede (forse) l'estradizione di alcuni terroristi rossi. Alcuni Terroristi già condannati con sentenze passate in giudicato. Immaginiamo le tavole rotonde, organizzate sulle terrazze romane. Argomento scontato: sono dei vecchi, cosa debbono ancora pagare alla giustizia? Già si è pronunciato, in tal senso, un ex presidente della corte costituzionale che parla di ravvedimento da valutare da parte del giudice di sorveglianza. Altra ex presidente della corte parla di riconciliazione. Ma de che? Lo vada a dire ai parenti delle vittime. Ora molto sommessamente mi permetto di rammentare un fatto avvenuto nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco. Un gruppo di palestinesi di «Settembre nero» prese in ostaggio e poi trucidò tutti gli atleti israeliani lì presenti. Il governo di Gerusalemme si comportò come si dovrebbe comportare ogni Stato democratico: seppellì i propri caduti con dignità ed onorandoli. Nei mesi seguenti, in assoluto silenzio, furono individuati ed eliminati tutti i componenti del commando che aveva compiuto il massacro di Monaco, uno alla volta fino all'ultimo. Fu un atto di giustizia ed un monito per chi avesse in animo di riprovarci. Nessuno, in Israele, ebbe da eccepire.