Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
'Giudei', di Gaia Servadio Recensione di Nathan Greppi
Testata: Bet Magazine Data: 08 aprile 2021 Pagina: 32 Autore: Nathan Greppi Titolo: «I Levi e i Foà, una saga famigliare ebraica nell’Italia che cambia»
Riprendiamo dal BOLLETTINO della Comunità ebraica di Milano, aprile 2021, a pag.32, con il titolo "I Levi e i Foà, una saga famigliare ebraica nell’Italia che cambia", la recensione di Nathan Greppi.
Nathan Greppi
Gaia Servadio
La copertina
È una storia a ritmo di musica lirica quella raccontata in Giudei, romanzo storico della scrittrice italo-inglese Gaia Servadio. Si parte dall’incontro nel 1903 tra due dei protagonisti, i cugini Raffaele e Zaccaria Levi, e il celebre compositore Giacomo Puccini; quando Zaccaria si sposa con Rebecca Foà in un matrimonio combinato, le due famiglie affronteranno tutte le sfide affrontate dagli ebrei all’epoca: la Grande guerra, il fascismo, l’avvento delle Leggi Razziali, la Shoah, per poi arrivare alla Guerra Fredda, con la nascita dello Stato d’Israele e i nuovi rigurgiti di antisemitismo. Tutti questi avvenimenti storici vengono visti attraverso lo sguardo di diverse generazioni di Levi-Foà, che dovettero fare i conti con la difficoltà di trovare il proprio posto di ebrei in un’Italia che nei loro confronti era stata sia generosa che crudele, a seconda del momento. All’inizio le due famiglie erano molto diverse tra loro, incarnavano due diverse anime dell’ebraismo italiano: da un lato i Levi, amanti dell’arte e della cultura, con radici ben salde nelle Marche ma allo stesso tempo aperti alle novità che provenivano dall’esterno; e dall’altro lato i Foà, esponenti di una borghesia torinese mentalmente chiusa. Entrambe le famiglie erano fortemente legate a quell’Italia che prima del ’38 era stata un’isola felice per gli ebrei, un’eccezione fatta di libertà e uguaglianza in un’Europa dove spesso venivano ancora discriminati. Lo stile di scrittura della Servadio, che non a caso è già autrice di romanzi sulla storia degli ebrei italiani nonché di saggi sull’opera lirica, è molto conciso: i capitoli sono quasi tutti molto brevi, di 2-3 pagine, e la narrazione avviene tendenzialmente in terza persona, anche se a volte sembra che il narratore coincida con i personaggi del romanzo che raccontano ciò che accadde ai loro predecessori. Una storia che parla sì degli ebrei, ma anche dell’Italia.
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