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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
22.03.2021 L'antirazzismo settario
Analisi tratta dal City Journal

Testata: Il Foglio
Data: 22 marzo 2021
Pagina: 2
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Per Bari Weiss l'antirazzismo è diventato una setta pericolosa e reazionaria»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 22/03/2021 a pag.II, con il titolo "Per Bari Weiss l'antirazzismo è diventato una setta pericolosa e reazionaria" l'analisi tratta dal City Journal.

Bari Weiss (@bariweiss) | Twitter
Bari Weiss

"I dissidenti usano uno pseudonimo e spengono la telecamera quando si collegano per una chiamata clandestina su Zoom", scrive Bari Weiss: "Solitamente si vedono per coordinare gli allenamenti di calcetto e i passaggi in macchina ma stavolta si riuniscono per elaborare una strategia. Dicono che potrebbero subire delle profonde ripercussioni se qualcuno venisse a sapere del loro incontro". Così inizia l'inchiesta della giornalista Bari Weiss sull'indottrinamento progressista nelle scuole d'élite americane. I ribelli descritti da Weiss sono un gruppo di genitori benestanti che pagano fino a 50 mila dollari per mandare i propri figli a una scuola privata ma si lamentano che "un movimento ideologico ha conquistato la loro scuola". Secondo le loro testimonianze i professori "demonizzano il capitalismo", "sono fissati con i temi razziali" e creano un clima di panico e terrore che ha reso i bambini "ansiosi, paranoici e insicuri". Un genitore nato in un paese comunista ha detto a Weiss: "Sono scappato dal mio paese per liberarmi dallo stesso timore della delazione che oggi prova mio figlio". Questa è l'élite americana e dunque le idee che le vengono impartite influenzano tutti noi. Alla base di questo sistema educativo c'è una grande ipocrisia. Queste scuole sostengono di essere un luogo meritocratico, ma i figli dei genitori più ricchi vengono sistematicamente favoriti. Malgrado le campagne contro la discriminazione e contro il privilegio, questi istituti spendono decine migliaia di dollari solo per costruire delle strutture sportive.

Ibram X. Kendi
Ibram Kendi

Una madre di Los Angeles dice a Weiss che suo figlio le ha raccontato che un suo compagno di classe ha sostenuto di essere vittima di "oppressione" ne" perché di pelle scura. "Ero incredula - spiega la madre - Quel bambino è un multimilionario". Le scuole d'élite insegnano a parlare il "linguaggio inclusivo", una lingua nuova e in continua evoluzione che ad esempio vieta di usare la parola "genitore" o fare domande del tipo "a quale religione appartieni". Anche i programmi educativi vengono allineati a questa nuova corrente ideologica così ossessionata con i temi razziali. Le leggi di Newton vengono ribattezzate le "tre leggi fondamentali della scienza", e i vecchi classici americani vengono rimossi dai programmi di studio per dare voce alle presunte minoranze oppresse. Secondo Weiss, l'aspetto più preoccupante è che i ragazzi e i genitori che non sono d'accordo con tutto ció non si sentono in grado di parlare. "Mettere in dubbio questi dogmi ti rende sospetto e puó vanificare le speranze di entrare nelle migliori università e di ambire ai lavori più qualificati - scrive Weiss - opporsi a questa ideologica significa uscire dal club. Secondo questa visione del mondo, ogni sfumatura e complessità è essa stessa una forma di razzismo. Lo scrittore Ibram Kendi, autore del libro Come essere antirazzista, ha esposto questo ragionamento su Twitter: "Il nocciolo del razzismo è la negazione. Troppo spesso, più è forte il razzismo e più è forte la negazione".

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