Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La lotta al Covid e l'unicità del modello israeliano Vaccini per tutti e condivisione di dati
Testata: Il Foglio Data: 26 gennaio 2021 Pagina: 3 Autore: la redazione del Foglio Titolo: «L'eccezionalismo del modello israeliano»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 26/01/2021 a pag.3, l'editoriale "L'eccezionalismo del modello israeliano".
A destra: Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer
Da domenica notte i voli in entrata e in uscita da Israele sono bloccati fino alla fine del mese; il lockdown rigido è in vigore nel paese almeno per questa settimana ancora; il vaccino è stato somministrato a oltre due milioni di persone, ora iniziano a essere chiamati anche i ragazzi dai 16 ai 18 anni; il ministero della Sanità ha firmato con Pfizer un accordo di "condivisione dei dati" e pare che abbia fatto lo stesso con Moderna. Come si sa, il premier Netanyahu ha una certa fretta perché vuol far coincidere la sua campagna elettorale con quella dei vaccini e conta che siano entrambe di grande successo: per farlo ha messo in campo la sua amicizia personale con l'amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, e anche un bene molto prezioso che va al di là delle discussioni sui soldi in più che Israele avrebbe speso per poter ottenere dosi per tutti in breve tempo: i dati.
Benjamin Netanyahu vaccinato in diretta tv
Molte organizzazioni che si occupano di privacy e tutela dei dati stanno proponendo appelli e petizioni per fermare questa condivisione di dati: i cittadini non avrebbero dato un consenso esplicito e, come tutte le misure emergenziali di questa fase pandemica, questa pratica potrebbe aprire una breccia enorme e irreversibile nel complicato fronte della difesa dei dati personali. In realtà oggi questo "data altruism", come viene chiamato, è molto importante per tutti perché consente alle case farmaceutiche di avere informazioni utili per comprendere meglio l'effetto del vaccino in termini di immunità della popolazione: per esempio, se oggi sappiamo che fino al dodicesimo giorno dopo la prima dose del vaccino Pfizer la possibilità di risultare positivi è uguale a quella di chi non è vaccinato, è perché i dati dei cittadini di Israele sono stati analizzati e condivisi. Non ci sfuggono naturalmente i rischi collegati a questo altruismo dei dati a livello globale e seguiamo da vicino le iniziative prese per monitorare tali condivisioni in modo che non finiscano fuori controllo. Ma il modello israeliano sarà molto utile anche per noi: una buona notizia considerando che per tutto il resto, per l'unicità eccezionale di Israele, il modello non è replicabile da nessun altro.
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