Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Gli ebrei americani e Israele Deborah Fait risponde a un lettore
Testata: Informazione Corretta Data: 27 dicembre 2020 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «Gli ebrei americani e Israele»
Un recente articolo del BESA ha descritto gli ebrei Usa come abitanti di uno stato a partito unico. Per la gran parte di loro da sempre esistono solo i dem,a prescindere da chi li guida e dalle loro politiche.Hanno dato e ridato il voto al peggior presidente e al più anti israeliano di sempre.Detestano Trump.Israele,quando è nei loro pensieri,è all'ultimo posto e la gran parte lo odia. L'ebreo che odia se stesso non è una novità.Ma si poteva pensare che con la nascita di Israele questo odio fosse finito.Negli Usa domina gli ebrei. E' tutto molto triste.E neppure se ne rendono conto,tutti orgogliosi di essere politicamente corretti e di stare con quelli che "hanno sempre la verità in tasca".
Marco Bianchi
Gentile Marco,
E' vero che la maggioranza degli ebrei americani vota dem e la cosa mi rattrista, del resto è risaputo che soprattutto le giovani generazioni si stanno molto americanizzando abbandonando il sogno di Israele. Dobbiamo capire che nelle università americane è molto difficile essere ebrei, le aggressioni sono continue, le manifestazioni contro Israele da parte di gruppi di filoarabi sono pericolose per la loro violenza. Non tutti nascono eroi. Vi sono alcuni giovani che reagiscono con orgoglio, altri che si lasciano assimilare per non avere problemi. La cosa positiva è che ogni mese, anche durante quest'anno di covid, arrivano in Israele gruppi di giovani americani che fanno l'aliyà e vanno all'esercito. Quindi niente è perduto. Essere ebrei fuori da Israele non è mai stato semplice e gli americani che votano per i democratici presto si accorgeranno di essere usati ma non difesi e rimpiangeranno Trump. Speriamo che il futuro dia agli USA un altro presidente della sua stazza perché non credo (e spero) che Biden reggerà per molto.