Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Addio a Micromega, non lo rimpiangeremo. Ma prima o poi arriverà un finanziatore come per l'Unità... Commento di Domenico Di Sanzo
Testata: Il Giornale Data: 16 dicembre 2020 Pagina: 13 Autore: Domenico Di Sanzo Titolo: «Addio Micromega, Elkann chiude l'era dei girotondi»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 16/12/2020, a pag.13 con il titolo "Addio Micromega, Elkann chiude l'era dei girotondi", il commento di Domenico Di Sanzo.
Perfino l'Unità è tornata in edicola dopo essere stata chiusa perché non interessava più a nessuno: i giornali di sinistra trovano sempre qualche milionario con i sensi di colpa pronto a finanziarli. Quindi nessun timore, tornerà prima o poi anche Micromega. E come per l'Unità si riproporrà la domanda: chi la finanzierà?
Ecco l'articolo:
Tre righe per sciogliere i girotondi e liquidare il popolo viola. «Gentili signori, vi informiamo che dalla data del 1 gennaio 2021, Gedi Gruppo Editoriale S.p.A. cesserà la pubblicazione del periodico MicroMega. Cordiali Saluti». In fondo bastano 139 caratteri per farla finita. La lettera, stringatissima, arriva lunedì al direttore Paolo Flores d'Arcais. Così la nuova Repubblica di John Elkann divorzia dal periodico della «sinistra illuminista», consegnando alla storia il binomio tra la testata fondata da Eugenio Scalfari e la rivista ancella dell'antiberlusconismo più duro e più puro. È il 23 febbraio del 2002 quando MicroMega di Flores d'Arcais organizza a Milano La giornata della legalità. Un happening per ricordare i 10 anni di Mani Pulite che si trasforma in una manifestazione monstre contro il secondo governo guidato da Silvio Berlusconi.
Paolo Flores d'Arcais, a lungo direttore di Micromega
Sono i giorni dei «Girotondi». Politici, giornalisti, intellettuali, giuristi per azzannare Berlusconi, il Caimano di Nanni Moretti. Poi arriverà il Popolo Viola, quindi il M5s. Il rapporto con Repubblica è osmotico durante l'apogeo berlusconiano. Ma l'unione attraversa indenne anche la fase del renzismo. Quando il quotidiano-santuario liberal flirta col rottamatore della sinistra mentre il mondo MicroMega di Flores contribuisce ad abbattere Renzi schierandosi per il No al referendum del 2016. Eppure nessuno se la sente, nemmeno allora, di mettere in discussione il matrimonio. Ci volevano gli eredi degli Agnelli per chiudere baracca. E forse non è un caso che Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, ex collaboratore del bimestrale, sia il primo a dare la notizia. Intanto Flores dice che MicroMega andrà avanti. Cerca un editore. E c'è da scommettere che lo troverà. Perché Repubblica sarà anche cambiata, ma il giustizialismo va ancora di moda. E forse nemmeno questo è un caso. Grazie MicroMega.
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