Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
'La vita davanti a sé' al cinema: come si stravolge un romanzo cancellandone l'ebraicità Lettera di Peter Hubscher, risponde Fiona Diwan
Testata: Bet Magazine Data: 15 dicembre 2020 Pagina: 43 Autore: Fiona Diwan Titolo: «Sophia Loren e 'La vita davanti a sé'»
Riprendiamo dal BOLLETTINO della Comunità ebrica di Milano, dicembre 2020, a pag.43, con il titolo "Sophia Loren e 'La vita davanti a sé' " lettera di Peter Hubscher e risposta di Fiona Diwan.
La locandina del film
Cara Fiona,
Vergognosamente Sophia Loren e suo figlio hanno prodotto un film, La vita davanti a sé, dal romanzo di Romain Gary. Il film era ebraico. Sia l’autore che l’interprete principale (Simone Signoret), così come registi e tecnici. Ora il grande cuore di Sophia ne ha fatto una cosa diversa dove gli ebrei non hannno spazio. Cosa ne pensi?
Peter Hubscher
Milano
La copertina (Neri Pozza ed.)
Caro Peter,
penso che questo continuo bisogno di togliere specificità ebraica alla Shoah sia pericoloso e banalizzante. Soltanto ciò che è peculiare può essere davvero universale, ed è questa necessità nel voler a tutti i costi “rendere universale” ogni tematica ebraica omologandola al vasto catalogo delle sciagure umane che trovo fuorviante e profondamente ingiusto. Nessuno rivendica primati di nessun genere, tanto meno in fatto di sofferenza. Ma ritengo che operazioni come quella del film in questione finiscano per sminuire, direi “derubricare”, la specificità non solo della Shoah ma dell’intero destino ebraico in generale.
Fiona Diwan Direttrice di BET, Bollettino mensile della Comunità ebraica di Milano