Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Germania, cancellati i nomi nazisti dallo 'spelling' ufficiale: era ora Commento di Daniel Mosseri
Testata: Il Giornale Data: 05 dicembre 2020 Pagina: 15 Autore: Daniel Mosseri Titolo: «Cancellati i nomi nazisti dallo 'spelling' ufficiale»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 15/12/2020, a pag. 15, con il titolo "Cancellati i nomi nazisti dallo 'spelling' ufficiale" l'analisi di Daniel Mosseri.
Daniel Mosseri
Il vecchio alfabeto fonetico tedesco
Livorno è capoluogo di provincia, Empoli, Imola e Domodossola invece no. Tutte e tre le città, però, condividono il rango di capitali dell'alfabeto telefonico italiano, una lista informale di nomi, cose, città fra cui l'hotel e lo xilofono, che ci aiutano nelle conversazioni a distanza. In Germania, invece, la Buchstabiertafel, la tabella dell'alfabeto fonetico, è affar serio, regolato e modificato negli anni sula base dell'evoluzione non solo della lingua ma anche dell'aria che tira. La prima lista di parole da usare per la compitazione delle parole - come si dovrebbe dire in italiano anche se spelling è ormai entrato nell'uso comune - risale al 1905, in piena era guglielmina. Nel 1926, sotto la Repubblica di Weimar, la tabella viene corretta: Berta diventa Bernhard, la «i» passa da Isidor a Ida mentre Karl diventa Katharina. Piccoli aggiustamenti che dureranno pochi anni. Con l'avvento del nazismo Albert, Bernhard, David, Jacob, Nathan e Samuel vengono fatti fuori e sostituiti con Anton, Bruno, Dora, Jot, Nordpol, Siegfried. La nuova lista è adottata nel 1934 dopo un breve scambio epistolare fra pochi zelanti operatori postali e telefonici convinti della necessità di epurare dalla lista i nomi biblici diffusi tanto fra gli ariani quanto fra gli ebrei. In tempi recenti è stato Michael Blume, commissario contro l'antisemitismo del Baden-Württemberg, ad accorgersi che i tedeschi continuano a impiegare i termini scelti dal partito nazionalsocialista. Grazie alla sua opera, sostenuta dal Consiglio centrale degli ebrei tedeschi, la Buchstabiertafel del 1934 verrà emendata. Si torna dunque ai nomi del 1926? In tempi di politicamente corretto la lista non rispecchierebbe la diversità multiculturale della Germania odierna. I nomi ebraici torneranno in auge solo per qualche mese per diventare poi un'appendice «storica» della nuova tabella in vigore a fine 2022. Anche i tedeschi passeranno ai nomi di città.
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