Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Medici israeliani in Piemonte: 'Qui per aiutare a salvare vite' Cronaca di Roberto Fiori
Testata: La Stampa Data: 04 dicembre 2020 Pagina: 41 Autore: Roberto Fiori Titolo: «I 19 medici israeliani entrano in servizio: 'Vogliamo salvare vite'»
Riprendiamo dalla STAMPA - Torino di oggi, 04/12/2020, a pag. 41, con il titolo "I 19 medici israeliani entrano in servizio: 'Vogliamo salvare vite' ".
Dror Eydar, Ambasciatore di Israele in Italia
Primo giorno di servizio tra i reparti dell'ospedale di Verduno per la delegazione medica israeliana composta da 19 sanitari (7 medici e 12 infermieri) e da due accompagnatori provenienti dal Sheba Medical Center di Tel Aviv, il più grande ospedale di Israele recentemente valutato al nono posto tra i migliori al mondo. Il personale lavorerà presso il reparto Covid che attualmente ospita 177 pazienti, di cui 8 in terapia intensiva. «Siamo qui per rimboccarci le maniche e lavorare spalla a spalla con i colleghi italiani» ha confermato Elhanan Bar On, capo della delegazione medica israeliana. «Siamo diventati fratelli in una fase complicata come quella della pandemia e lo saremo anche dopo».
La delegazione di 25 medici israeliani in Piemonte
Parole di fratellanza anche da parte dell'ambasciatore di Israele in Italia, Dror Eydar, che ha accompagnato la delegazione a Verduno: «Il nostro personale sanitario si metterà all'opera per salvare vite umane in questa guerra contro il coronavirus, durante una seconda ondata che sembra peggiore della prima per numero di morti e di contagiati. Quando ho sentito le incredibili notizie provenienti dal Piemonte, ho subito pensato di offrire aiuto agli amici piemontesi e lo Sheba Medical Center si è messo immediatamente a disposizione». Israele è appena uscito dal secondo lockdown. «E noi siamo felici di tendervi una mano per affrontare questo sforzo insieme, in nome dell'amicizia che lega Israele e Italia», spiega l'ambasciatore. «Se riusciremo a curare anche un solo paziente, ne sarà valsa la pena». Solidarietà, internazionalità e amicizia sono le parole chiave sottolineate dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, accogliendo il team: «Questo è l'ospedale dedicato a Michele Ferrero, un uomo che alla sua levatura internazionale accompagnava una grande vocazione alla solidarietà. E la vostra presenza qui onora il nome della persona alla quale questo ospedale è dedicato».
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