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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
13.10.2020 Facebook, arriveranno finalmente regole contro il negazionismo?
Sempre più urgenti misure per combattere l'odio online

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 ottobre 2020
Pagina: 21
Autore: la redazione del Corriere della Sera
Titolo: «Facebook vieta i contenuti anti Olocausto»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/10/2020, a pag.21 la breve "Facebook vieta i contenuti anti Olocausto".

Società - ''La Storia genera futuro'': lezione online conclusiva del  laboratorio sulla Shoah promosso dall'UniFortunato

Facebook aggiorna le sue policy sull'incitamento all'odio per vietare qualsiasi contenuto che neghi o distorca l'Olocausto. Lo annuncia la stessa società spiegando che è «un altro passo nell'impegno per combattere l'odio nei servizi». «Se le persone cercano l'Olocausto su Facebook inizieremo a indirizzarti a fonti autorevoli per ottenere informazioni accurate — sottolinea Mark Zuckerberg —. Sono stato combattuto tra la libertà di espressione e il danno causato dal minimi zare o negare l'orrore dell'Olocausto». La scelta di Facebook di rimuovere questi contenuti è un cambio di rotta rispetto al 2018 quando la piattaforma, pur ammettendo che la negazione dell'Olocausto «è profondamente offensiva», aveva sostenuto la libertà di espressione scatenando una bufera, tanto che Zuckerberg aveva chiarito le sue parole precisando di non voler difendere le persone che lo negano. «Il mio pensiero si è evoluto — dice ora Zuckerberg — quando ho visto i dati che mostrano un aumento della violenza antisemita». «Ritengo che la questione del negazionismo sia un ballon d'essai. Con questo provvedimento si attribuisce agli algoritmi la potestà di discriminare, uso parole di Zuckerberg, quale sia un discorso accettabile e quale no», attacca l'avvocato Lorenzo Borrè, animatore di battaglie giudiziarie per le libertà civili. «Domani un algoritmo potrà decidere quale sia una opinione accettabile».

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lettere@corriere.it

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