Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La Francia si piega all'islamismo Commento di Mauro Zanon
Testata: Libero Data: 18 settembre 2020 Pagina: 11 Autore: Mauro Zanon Titolo: «La sinistra francese sta coi musulmani: 'Guai a chi tocca i certificati di verginità'»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 18/09/2020 a pag.11, con il titolo "La sinistra francese sta coi musulmani: 'Guai a chi tocca i certificati di verginità' ", il commento di Mauro Zanon.
Mauro Zanon
Nei paesi di cultura islamica, in prossimità di un matrimonio religioso, è usanza sottoporre le ragazze a un controllo dell'integrità dell'imene da parte di un ginecologo, che rilascia in seguito un certificato di verginità. Oggi è possibile ottenere questo certificato anche in Francia, ma presto sarà illegale. Nel quadro del progetto di legge contro i separatismi difeso dal ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin e dalla segretaria di Stato alla Cittadinanza Marlène Schiappa, è infatti prevista l'abolizione dei certificati di verginità e una sanzione penale ai danni dei ginecologi che continueranno a rilasciare tali documenti. «E una pratica ignobile e indegna, la penalizzeremo grazie alla legge contro i separatismi», ha twittato la Schiappa. La misura è fortemente voluta anche da Macron, che durante un discorso pronunciato a Mulhouse, a febbraio, aveva affermato che «non si possono più pretendere certificati di verginità per sposarsi». Ma nonostante la misura di buon senso che mira a vietare una pratica barbara e umiliante, sul quotidiano della sinistra parigina Libération è apparso un appello di diversi ginecologici contrari alla decisione del governo: «Emettere questo certificato non significa fare il gioco dei fondamentalisti che lo richiedono, anzi». E la solita gauche islamofila.
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