Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Cina: Zoom censura dissidente esiliato e conferenza su Tiananmen Ecco fino a dove arriva la longa manus della dittatura di Pechino
Testata: Asia News Data: 12 giugno 2020 Pagina: 1 Autore: la redazione di AsiaNews Titolo: «Zoom censura dissidente esiliato e conferenza su Tiananmen»
Riprendiamo da ASIANEWS la breve "Zoom censura dissidente esiliato e conferenza su Tiananmen".
San José (AsiaNews/Agenzie) – Zoom.us, il gigante delle videoconferenze con base in California, ha censurato un dissidente cinese esiliato negli Usa cancellando il suo abbonamento, dopo che questi aveva tenuto una web-conferenza in memoria di Tiananmen. La conferenza è stata organizzata il 31 maggio da Zhou Fengsuo, già leader del movimento dell’89, ora esule negli Usa e presidente dell’associazione “Humanitarian China”. Alla conferenza hanno partecipato dalla Cina una delle “madri di Tiananmen”, Zhang Xianling, il cui figlio è stato ucciso nel massacro del 4 giugno, e protagonisti del movimento di allora, che hanno subito molti anni di carcere. Ma il fatto più importante è che alla conferenza si sono collegati anche spettatori dalla Cina. A Zoom, infatti, è possibile accedere anche dalla Cina senza abbonamento a server stranieri (Vpn). Alcuni giorni dopo la conferenza, a Zhou Fengsuo è stato cancellato l’abbonamento al servizio, che lui aveva pagato. Interpellata la compagnia, la risposta è stata che la sua conferenza ha “violato leggi locali”, ossia le leggi cinesi, ma senza specificare quali; né ha specificato se l’account di Zhou è stato cancellato su richiesta del governo cinese. Dopo le critiche del dissidente e la pubblicizzazione del caso, ieri 10 giugno Zoom ha riaperto l’account di Zhou. A molti fruitori del servizio rimane la domanda se l’uso di Zoom garantisce la sicurezza dei propri dati e come è possibile che una persona che vive negli Usa sia penalizzata da una “legge locale” in Cina.
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