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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
22.11.2019 Giovanna Botteri: un esempio di strabismo giornalistico, degna erede di telekabul
Commento di Riccardo Pelliccetti

Testata: Il Giornale
Data: 22 novembre 2019
Pagina: 1
Autore: Riccardo Pelliccetti
Titolo: «La Botteri non vede le malefatte cinesi»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 22/11/2019, a pag. 1-14, con il titolo "La Botteri non vede le malefatte cinesi", il commento di Riccardo Pelliccetti.

Deborah Fait ha più di una volta analizzato e criticato i servizi di Giovanna Botteri. Rimandiamo alle pagine
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=73639
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=71889

Ecco l'articolo:

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Riccardo Pelliccetti


Giovanna Botteri

Che farà adesso Giovanna Botteri? La giornalista Rai, oggi corrispondente da Pechino, è stata molto impegnata da quando è sbarcata in Cina, soprattutto in seguito alla rivolta di Hong Kong. I suoi puntuali servizi ci hanno fatto conoscere la realtà turbolenta dell'ex colonia britannica. Ineccepibile sotto il profilo professionale, anche se l'abbiamo sentita un po' tiepida sulla repressione poliziesca e sulle continue violazioni dei diritti umani da parte del regime di Pechino. Ma correttamente si è sempre limitata alla cronaca, senza lasciarsi andare a commenti com'era solita fare, in modo fazioso, nei suoi dodici anni da corrispondente a New York. Forse non tutti ricorderanno i suoi collegamenti durante la campagna per elezioni presidenziali americane. In quella concitata lotta per la Casa Bianca, la giornalista Rai non aveva esitato a schierarsi politicamente, spargendo veleno su ogni iniziativa del Partito repubblicano e soprattutto sul presidente Donald Trump, dipinto come un buzzurro, razzista e sessista. Ma non solo. Nella notte elettorale, mentre i risultati davano ormai per scontata la vittoria repubblicana, lei continuava a dare vincente Hillary Clinton sostenendo che uno come Trump non poteva diventare presidente. Alla fine, prendeva atto della capitolazione lanciando una memorabile frase in diretta: «Che cosa succederà a noi giornalisti? Che cosa succederà ora che la stampa non ha più forza e peso nella società americana?», rammaricandosi sfacciatamente che i media non erano riusciti a influenzare il voto. E che farà adesso Giovanna Botteri? Il Congresso degli Stati Uniti ha appena approvato l'Hong Kong Human Rights and Democracy Act e Trump si appresta a firmarlo, scatenando la reazione inviperita del regime cinese. Un bel dilemma per la giornalista Rai. Lei, veterana delle redazioni di Tele Kabul, spenderà mai una parola contro i nipotini di Mao? Riuscirà a non farsi travolgere dal suo odio per Trump anche se le iniziative della Casa Bianca sono a favore dei diritti umani? La verità la scopriremo presto. Buon lavoro, Giovanna.

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