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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale - Nazione/Carlino/Giorno Rassegna Stampa
22.11.2019 Antisemitismo: una minaccia dai molti volti e sempre incombente
Commenti di Daniel Mosseri, Roberto Giardina

Testata:Il Giornale - Nazione/Carlino/Giorno
Autore: Daniel Mosseri - Roberto Giardina
Titolo: «Sorpresa: in Italia crolla l'antisemitismo - Quella piaga mai davvero debellata»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 22/11/2019, a pag. 10, con il titolo "Sorpresa: in Italia crolla l'antisemitismo", il commento di Daniel Mosseri; NAZIONE/RESTO del CARLINO/IL GIORNO a pag.8, con il titolo "Quella piaga mai davvero debellata" il commento di Roberto Giardina.

Ecco gli articoli:

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IL GIORNALE - Daniel Mosseri: "Sorpresa: in Italia crolla l'antisemitismo"

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Daniel Mosseri

Berlino La regione del mondo peggiore per gli ebrei? Il Medio Oriente e l'Africa settentrionale. Qua la grande maggioranza della popolazione (il 74%) nutre sentimenti di ostilità per il popolo d'Israele. Seguono a distanza l'Europa centro-orientale, una regione in cui gli antisemiti sono il 34% (e il dato è in crescita) e poi quella occidentale con il 24%. Fanno meglio l'Asia (22%) e le Americhe (19%). Lo si legge nell'ultimo rapporto diffuso dalla p, organizzazione newyorchese dedita alla lotta contro l'odio antisemita e il pregiudizio in genere. ADL ha stilato una poco onorevole classifica dell'odio antiebraico, la cui lettura dà subito il senso di un fenomeno estremamente mutevole nelle sue manifestazioni. Fra i 18 paesi scelti da ADL per la propria indagine condotta su un campione globale di 9 mila persone primeggia la Polonia: qua il sentimento antiebraico è condiviso dal 48% dei cittadini, seconfo ADL, mentre per quasi tutti gli intervistati «gli ebrei parlano troppo di cosa è successo loro durante l'Olocausto». Una risposta che non sorprende in un paese il cui governo si è impegnato in una battaglia culturale tesa a dimostrare che i polacchi hanno subito lo sterminio degli ebrei imposto dai nazisti tedeschi, con tanti saluti alla memoria dei pogrom e delle stragi come quella di Kielce perpetrata nel 1946, a guerra finita, da cittadini polacchi contro altri polacchi colpevoli di essere ebrei. Paese che vai, antisemitismo che trovi: così in Ungheria il 42% dei cittadini ce l'ha con gli ebrei soprattutto perché «indeboliscono la nostra cultura nazionale favorendo l'immigrazione nel nostro paese»; una posizione in linea con la netta chiusura del governo di Viktor Orbán verso i fenomeni migratori. Secondo ADL l'antisemitismo europeo è di casa anche in Ucraina (46%) e in Russia (31%). Fuori dal Vecchio continente spicca il Sudafrica (47%) paese attraversato da potenti rigurgiti antisionisti targati BDS, il movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele e giudicato una forma moderna di odio antisemita da diversi paesi occidentali. Tornando in Occidente, l'Italia fa segnare un 18% di antisemiti (contro il 29% cinque anni prima) un dato in linea con Austria, Francia e Germania (15%). Nel Belpaese gli ebrei sono accusati in primo luogo di «doppia lealtà», poi di ricordare troppo l'Olocausto e di controllare la finanza internazionale. Ma il pregiudizio è un pozzo senza fondo e permette di accusare gli ebrei anche di controllare i media e scatenare guerre mondiali. Più liberi dal pregiudizio appaiono invece la Svezia (4%), il Canada (8%) e l'Olanda (10%). Di rilievo anche la nota di ADL secondo cui la presenza di minoranze musulmane è associata a livelli di antisemitismo più elevati. Allo stesso tempo il rapporto sottolinea che «i risultati dei musulmani d'Europa sono nettamente inferiori a quelli misurati in Medio Oriente e Africa del Nord in 2014, forse per effetto dell'educazione alla storia dell'Olocausto, per la conoscenza diretta di ebrei e la diffusione nella società di accettazione e tolleranza». Una nota diffusa proprio nelle stesse ore in cui la Süddeutsche Zeitung annunciava che la cancelliera tedesca Angela Merkel il prossimo 6 dicembre si recherà in visita all'ex campo di stermino di Auschwitz, in Polonia, su invito della Fondazione Auschwitz-Birkenau. Una prima assoluta per Merkel che pure in passato ha visitato altri lager come Dachau e Buchenwald. Una visita che segue a un periodo di particolare recrudescenza degli atti di antisemitismo in Germania.

NAZIONE/RESTO del CARLINO/IL GIORNO - Roberto Giardina: "Quella piaga mai davvero debellata"

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Roberto Giardina

“L'Italia è il Paese meno antisemita d'Europa», mi disse Andreas Nachama, 68 anni, allora capo della comunità ebraica di Berlino. «Ma - aggiunse - divenne una trappola per gli ebrei tedeschi che si illusero di rifugiarsi da voi, ma Mussolini segui Hitler ed emanò le leggi razziali». Furono pochi gli italiani a protestare, anche se non tutti denunciarono i loro amici ebrei. Nel bene e nel male, siamo imprevedibili, ieri come oggi. Anche in Germania molti si illusero, convinti che il Führer minacciasse gli ebrei orientali e non loro, integrati, che avevano combattuto per il Kaiser nella Grande Guerra, stimati professionisti, artisti, scrittori e registi di successo nella Repubblica di Weimar. Oggi, secondo i sondaggi, i tedeschi antisemiti sarebbero nella media europea. Fino a ieri, non osavano uscire allo scoperto. A Parigi, si ascoltavano, e si ascoltano, dichiarazioni intrise di vecchi pregiudizi: «Quello sa come fare i suoi affari, é ebreo». A Berlino nessuno oserebbe per non perdere la stima degli amici. Ma non è detto che non lo pensi. E l'antisemitismo, come in Francia o in Gran Bretagna, è più forte a sinistra, mascherato dalla critica a Israele. In Germania anche a causa della divisione. Nella DDR i conti col passato non furono fatti. Secondo il regime comunista tutti i «cattivi» erano rimasti della nostra parte. Di là dal muro, trovarono rifugio migliaia di criminali nazisti sicuri di venire dimenticati. Questo spiega, in parte, quel che appare oggi a Est come un nuovo antisemitismo, e ha invece vecchie radici. La tolleranza per i profughi, giunti in troppi in breve tempo, e in gran parte musulmani, ridà coraggio agli estremisti tedeschi. Se gli arabi bruciano le bandiere di Israele, picchiano gli ebrei per strada, e la polizia non reagisce, tutti si sono sentiti incoraggiati.

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