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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
26.09.2019 Venezuela-Russia: Maduro-Putin, tra dittatori ci si intende
.. e le promesse democratiche al Venezuela?

Testata: Il Foglio
Data: 26 settembre 2019
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Maduro vola da Putin»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 26/09/2019, a pag.3, l'editoriale "Maduro vola da Putin".

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Le stragi firmate Maduro

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Nicolás Maduro

Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela, ieri era a Mosca e in televisione prima di partire aveva annunciato che avrebbe riportato a casa risultati concreti. Maduro ha incontrato Vladimir Putin che gli ha ribadito che la Russia č dalla sua parte, anzi, ha detto che la Russia “sostiene sempre le autoritŕ legittime”. Il dittatore venezuelano, arrivato in Russia con una sciabola di Simón Bolívar da porgere in dono al capo del Cremlino, ha definito la riunione positiva e ha anche detto di sentirsi davvero a suo agio a Mosca. Non č certo il primo ad avere questa sensazione nella capitale russa. Su Twitter ha scritto che ha avuto modo di rivedere assieme a Putin come ricostruire la collaborazione tra i due paesi, ma il rischio č che torni a Caracas a mani vuote o quasi. Il rapporto tra le due nazioni č sempre stato molto sbilanciato. Da una parte la Russia, pronta ad approfittarsi di un Venezuela fragile e sempre disposto a svendersi, e dall’altra un Venezuela contento di avere al suo fianco una potenza disposta a dargli il suo appoggio e poco piů. A dicembre dello scorso anno Maduro era stato a Mosca e tornando aveva annunciato che la Russia era pronta a investire nel paese, aveva tirato fuori una cifra come sei miliardi di dollari, ma a poche ore di distanza le sue dichiarazioni erano state smentite. Negli anni Maduro ha svenduto le risorse petrolifere e minerarie a Mosca che in cambio gli ha sempre promesso una protezione militare molto vaga. Nonostante questo, il dittatore venezuelano continua a fidarsi e lo dimostra non soltanto il viaggio di ieri, ma anche la decisione di trasferire da Lisbona a Mosca la sede europea della compagnia petrolifera statale Pdvsa, decisione annunciata dalla vice di Maduro, Delcy Rodríguez. Il pensiero dietro a questa strategia č di fare uno sgarbo agli Stati Uniti, ma la decisione rende Mosca ancora piů padrona dei destini di Caracas.

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