domenica 12 aprile 2026
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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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E se ad El Alamein avessero vinto gli italiani (e i tedeschi)? 05/09/2019
Gentilissima Signora Fait, questa volta dissento vivamente. Sappiamo tutti che, sventuratamente, l'Italia si alleò con la Germania nazista e che per fortuna hanno vinto gli anglo-americani (ma, purtroppo, anche Stalin). Ma non è una buona ragione per non onorare caduti e veterani che combatterono per la patria, come avrei fatto io, se fossi stata viva e uomo all'epoca, e come fecero mio nonno e molti miei parenti, uno dei quali è sepolto chissà dove in Russia. Non è retorica militarista, è rispetto di sé come nazione, nelle pagine gloriose ed in quelle tragiche di una storia quasi trimillenaria (dalla fondazione di Roma, naturalmente). Si sostiene insieme il peso degli errori e dei crimini (leggi razziste contro i concittadini ebrei) come si condivide la gloria del Risorgimento e degli artisti celebri e, in ogni caso, si onora chi ha combattuto con l'uniforme italiana, salvo chi abbia commesso crimini di guerra, il che non mi pare il caso della Folgore ad El Alamein. Con i più cordiali saluti, ma con una certa amarezza,

Annalisa Ferramosca

Gentile Annalisa,
è più che giusto il rispetto e l'onore per la Folgore e per chi fu mandato a combattere e a morire per una guerra non sua. Quello che manca sia nell'articolo che nei testi scolastici è il motivo per cui tanti bravi soldati sacrificarono la vita. Un motivo aberrante che, se avessero vinto i nazifascisti, avrebbe cambiato il mondo per sempre. Avrebbe occupato il MO e il nord Africa commettendo massacri indicibili di popolazioni innocenti in balia dei loro capi alleati con Hitler e avrebbero portato a compimento lo sterminio totale degli ebrei nella Palestina mandataria come richiesto dal Gran Muftì di Gerusalemme. L'onore ai caduti va giustamente dato eliminando la retorica e ricordando doverosamente il vero motivo per cui combatterono valorosamente e inutilmente morirono.
Un cordiale shalom

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