Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
'Apostati e infedeli': in Somalia strage islamista Cronaca di Giordano Stabile
Testata: La Stampa Data: 14 luglio 2019 Pagina: 8 Autore: Giordano Stabile Titolo: «Attacco jihadista a Kismayo, strage di stranieri in hotel»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 14/07/2019 a pag.8 con il titolo "Attacco jihadista a Kismayo, strage di stranieri in hotel" la cronaca di Giordano Stabile
Giordano Stabile La strage all'hotel
Quattordici ore di battaglia, 26 persone uccise, compresi un politico di primo piano, stranieri e giornalisti. Gli Shabaab hanno seminato il terrore a Kismayo, un porto nella Somalia meridionale che avevano «governato» fra il 2011 e il 2012 e da dove era stati espulsi si sperava per sempre. Fino alla tarda serata di venerdì, quando un commando di quattro jihadisti è andato all’assalto dell’hotel Medina, nel centro della città, frequentato da funzionari governativi ed espatriati. Un bersaglio ideale per punire «apostati e infedeli». Il commando ha applicato la stessa tattica usata dozzine di volte nella capitale Mogadiscio. Un’auto kamikaze, imbottita di esplosivo, è stata fatta saltare davanti all’ingresso, al check-point delle forze di sicurezza. Poi gli altri tre terroristi si sono fatti strada verso l’interno a colpi di kalashnikov, e si sono asserragliati ai piani alti dell’albergo. L’obiettivo degli Shabaab era una riunione fra gli anziani ed eletti locali, in vista del prossimo voto regionale nello Jubbaland. Sono stati massacrati, e fra loro anche un candidato alla presidenza, Mohamed Shuuriye, come ha rivelato l’attuale presidente Ahmed Mohamed Madobe. È cominciato un lungo assedio. I jihadisti sono stati stanati e abbattuti «stanza per stanza», ha raccontato un ufficiale di polizia, colonnello Abdiqadir Nur. In tarda mattinata era tutto finito, ma la carneficina era ormai compiuta. È cominciata la conta delle vittime, la ricerca fra le macerie. Il presidente regionale Madobe ha confermato che fra i morti ci sono «tre kenyoti, un britannico, due americani, due tanzaniani». E poi altre personalità, come la giornalista somalo-canadese Hodan Nalayah, il reporter televisivo Mohamed Sahal Omar, il direttore della Ong Sado, Abdullahi Isse Abdulle. I feriti sono almeno 56, alcuni gravi. «Abbiamo il cuore spezzato – ha detto un altro ministro del governo regionale – ma siamo determinati a fare giustizia». Non sarà semplice. I responsabili, gli Shabaab, gruppo jihadista legato ad Al Qaeda, hanno rivendicato di aver colpito «apostati e stranieri». Kismayo era un centro per loro importante, finché l’hanno tenuto, un porto fonte di incassi per i traffici di materie prime e armi. Tra il 2010 i terroristi si erano impadroniti di mezza Somalia, da Mogadiscio al confine con il Kenya. L’intervento dell’Onu e dell’Unione Africana li ha espulsi dalle principali città, ma nel retroterra restano padroni, nonostante i raid americani che ne decapitano periodicamente la leadership, a cominciare da Ahmed Abdi Godane, eliminato nel settembre del 2014 e Ali Mohamed Hussein, ucciso nel luglio del 2017. Il gruppo colpisce anche in Kenya e conta, secondo il Center for Strategic and International Studies, fra i 3 e i 7 mila combattenti. Il che pone la Somalia al sesto posto per numero di jihadisti, dopo Siria, Afghanistan, Pakistan, Iraq e Nigeria.
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