Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Chi ha mandato a morire Giulio Regeni? Perchè viene nascosta la verita?
Testata: La Stampa Data: 23 giugno 2019 Pagina: 16 Autore: Stefania Piscitello Titolo: «Dopo il Friuli anche un sindaco toglie la scritta per Regeni»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 23/06/2019, a pag.16, con il titolo "Dopo il Friuli anche un sindaco toglie la scritta per Regeni" la cronaca di Stefania Piscitello
Una cronaca in stile 'Manifesto' che anche sulla Stampa si ostina a ignorare chi è stato a mandare a morire in Egitto Giulio Regeni.
Continua sui nostri media la versione che imputa la responsabilità della morte di Giulio Regeni al solo Egitto. IC ha pubblicato molte pagine sulla prima e assoluta responsabile dell'aver inviato al Cairo il ricercatore italiano, la sua docente musulmanaMaha Abdel Rahman (della Fratellanza Musulmana) all'università di Cambridge. Riportiamo il link del03/11/2017http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=68149 uno dei tanti che invitiamo a leggere per conoscerela vera storia Maha Abdel Rahman
L’ Emilia come Trieste. Francesco Menani, il nuovo sindaco leghista di Sassuolo, “copia” Massimiliano Fedriga e toglie lo striscione “Verità per Giulio Regeni” che fino a venerdì era appeso al balcone del municipio. Le motivazioni? «Si tratta di una questione passata, non più di attualità. Inoltre il cartellone era ormai impolverato e sporco, ed era diventato antiestetico per il centro della nostra città» ha spiegato, a caldo, il sindaco. Assicurando che «continueremo a dare la nostra solidarietà alla famiglia Regeni, ma non attraverso uno striscione». Ieri, quand’è scoppiato il caso, nessun dietrofront. Anzi. Menani liquida quelle che chiama «sterili polemiche». E contrattacca: «La gente ha tempo da perdere e la storia di Giulio Regeni non riguarda Sassuolo, è una questione nazionale e internazionale. La nostra città ha ben altri problemi da risolvere e ritengo che questa faccenda sia stata strumentalizzata da troppe persone». Le reazioni politiche Benzina sul fuoco delle reazioni. E le prime arrivano proprio dal Pd sassolese: quello striscione per Giulio era stato appeso tre anni fa. Ed era stata la giunta di centrosinistra, allora al governo, a decidere di aderire alla campagna di Amnesty International. «I primi passi del sindaco Menani alla guida di Sassuolo sono lontani dall’essere qualcosa di cui andare orgogliosi» tuonano i dem. «Errore gravissimo» rincara l’ex presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. «Penso anche allo striscione che io stessa avevo posto nella sede del Friuli Venezia Giulia, non per fare politica o strumentalizzare ma perché c’è bisogno di verità, tanto più ora che la si vuole negare anche a tutto il popolo italiano». Dà man forte la senatrice del Pd Tatjana Rojc: «La scomparsa degli striscioni per Regeni, uno dopo l’altro, risponde a una precisa linea di politica estera della Lega, oltre che alla predisposizione a mettere sotto il tappeto le questioni dei diritti umani. I legami tra Salvini e l’Egitto di Al Sisi sono noti e rivendicati». Duro anche l’attacco di Fratoianni di Sinistra italiana: «Le giustificazioni odierne del neosindaco di Sassuolo sono ridicole. Questi leghisti sono semplicemente dei codardi. Ora mi auguro che a Sassuolo nei prossimi giorni siano tanti i balconi contrassegnati dallo striscione giallo di Amnesty. Sarebbe l’unica vera risposta civile e il miglior modo per ricordare e rispettare Giulio».
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