Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Processare Bashar al Assad: lo chiedono gli esuli siriani La richiesta alla Corte penale internazionae dell'Aja
Testata: La Repubblica Data: 08 marzo 2019 Pagina: 17 Autore: la redazione della Repubblica Titolo: «I rifugiati siriani chiedono all’Aja di processare Assad»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 08/03/2019, a pag.17, la breve "I rifugiati siriani chiedono all’Aja di processare Assad".
Bashar Al Assad dipinge di sangue la Siria
Processate Bashar al Assad per crimini contro l’umanità. Per la prima volta, un gruppo di 28 rifugiati siriani prova a portare davanti alla giustizia internazionale il dittatore siriano, accusato di aver commesso atrocità durante la guerra civile. I rifugiati – rappresentati da uno studio legale londinese e dal Guernica Centre for International Justice – hanno presentato due denunce alla Corte penale internazionale dell’Aja. Finora non era mai accaduto, perché la Siria non ha firmato lo statuto di Roma, il trattato internazionale che ha istituito il Tribunale dell’Aja e non è soggetta dunque alla sua giurisdizione.
Vladimir Putin, Bashar al Assad
Ma una sentenza dello scorso anno ha aperto un varco legale. La Corte infatti si è pronunciata sulla presunta deportazione dei Rohingya dal Myanmar al Bangladesh. Il Myanmar come la Siria non è tra i firmatari dello Statuto di Roma, ma il Bangladesh lo è e il Tribunale penale internazionale può pronunciarsi sui crimini commessi nel Paese. «Lo stesso principio dovrebbe applicarsi alla Siria e alla Giordania», ha spiegato l’avvocato Toby Cadman, visto che Giordania è tra i Paesi firmatari del trattato.
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