Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I giornali attaccano Trump e ignorano Erdogan: due diversi criteri per indignarsi Cronaca di Marco Ansaldo
Testata: La Repubblica Data: 09 novembre 2018 Pagina: 18 Autore: Marco Ansaldo Titolo: «'Erdogan è un dittatore': giornalista condannato»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 09/11/2018, a pag.18, con il titolo " 'Erdogan è un dittatore': giornalista condannato", il commento di Marco Ansaldo.
I quotidiani italiani sono oggi scandalizzati perché Donald Trump non ha risposto alla domanda provocatoria- quasi un comizio in miniatura- di un giornalista della Cnn. La notizia che riporta l'incarcerazione per due anni e cinque mesi di un giornalista critico di Erdogan in Turchia, invece, non ha grande spazio sui giornali e al massimo viene relegato in brevi trafiletti come quello di Ansaldo su Repubblica. Sui media, ancora una volta, sono evidenti due diversi criteri di indignazione, un esempio classi di 'doppiopesismo'.
Ecco l'articolo:
Marco Ansaldo
Recep Tayyip Erdogan Donald Trump
Condannato un giornalista siriano in Turchia che aveva definito Erdogan come “dittatore” nel suo account Twitter. La corte di Istanbul ieri ha determinato la pena in due anni e cinque mesi, e in un anno e 8 mesi per “ingiuria” contro pubblici ufficiali turchi. Husnu Mahalli, 69 anni, originario di Jarabulus, città a pochi chilometri dal confine con la Turchia, si era trasferito a Istanbul durante l’università e aveva poi lavorato con emittenti dei Paesi arabi e con alcuni media internazionali tra cui la Bbc. La sera del 13 dicembre 2016 la polizia ha fatto irruzione a casa sua, sequestrando il computer e materiale digitale, dopo che il giornalista aveva polemizzato con l’emittente filo governativa A-Haber in un talk show. Accusato come “traditore della patria”, Mahalli aveva poi criticato i media vicini all’esecutivo controllato dal capo dello Stato, per non aver riportato in maniera imparziale le notizie provenienti da Aleppo, in Siria.
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