Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il libro di Margarete Buber-Neumann su nazismo e comunismo Commento di Pierluigi Battista
Testata: Corriere della Sera Data: 25 giugno 2018 Pagina: 31 Autore: Pierluigi Battista Titolo: «Il libro di Margarete sui due totalitarismi»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 25/06/2018, a pag.31, con il titolo "Il libro di Margarete sui due totalitarismi" il commento di Pierluigi Battista.
Pierluigi Battista
Margarete Buber-Neumann
Esce in italiano un libro (Qui non può trovarmi nessuno, editore Giometti&Antonello) che raccoglie gli scritti di Milena Jesenka, il grande amore di Franz Kafka. Di lei, che aveva chiesto a Max Brod di distruggere la sua corrispondenza con il grande scrittore praghese, sappiamo molto grazie a un libro di Margarete Buber-Neumann, Milena, l’amica di Kafka, che era stata sua compagna di prigionia nel lager nazista di Ravensbrück. Milena aveva detto a Margarete: «quando torneremo in libertà scriveremo un libro insieme».
Ma la sua vita fu spezzata dalle atrocità del campo e quel libro la Buber-Neumann dovette scriverlo da sola. Un libro strepitoso, straordinario, un racconto che lascia senza fiato e che pure verrà ignorato per decenni, anche in Italia, dove sarà pubblicato solo grazie alla casa editrice Il Mulino, e ad Edmondo Berselli, che ne conosceva il contenuto, nel 1994: Prigioniera di Stalin e Hitler, con un’introduzione del compianto Victor Zaslavsky. Quel libro è stato letto male o controvoglia, o addirittura ignorato, perché costringe a ripensare una visione ipersemplificata, mitologica, manichea delle pagine più buie della storia del Novecento. L’amica di Milena racconta di quando lei e il marito Heinz Neumann, dirigenti comunisti tedeschi, scapparono dalla Germania hitleriana e si rifugiarono a Mosca, all’Hotel Lux, lugubre tempio e quartier generale dell’Internazionale stalinista.
La copertina (Il Mulino ed.)
Racconta di quando Neumann, caduto in disgrazia, venne arrestato e condannato a morte. Racconta di quando anche lei, moglie del «rinnegato», venne poi deportata in uno degli innumerevoli lager di Stalin in Kazakistan. E di quando fu trasportata e consegnata direttamente alla Gestapo, in ossequio agli accordi intercorsi tra Stalin e Hitler nel 1939 con il patto Molotov-Ribbentrop. L’accordo prevedeva la fattiva collaborazione tra i due aguzzini e la Buber-Neumann, trasferita dal lager comunista a quello nazista di Ravensbrück, conobbe ambedue le delizie dei due spietati totalitarismi. A differenza di Milena, lei sopravvisse e scrisse questo libro, che fu accusato di spargere «calunnie» sul sistema sovietico. Margarete Buber-Neumann, isolata come «trotckijsta», dalle sue stesse compagne di detenzione ancora imprigionate nell’ortodossia comunista, trascorse i suoi ultimi anni come una reietta. Questo fu il destino dell’amica di Milena.
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