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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
15.06.2018 Benjamin Netanyahu fa gli auguri all'Arabia Saudita. L'amicizia si rafforza malgrado gli stadi
Commento di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 15 giugno 2018
Pagina: 50
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Quegli auguri che non ti aspetti»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/06/2018, a pag. 50 con il titolo "Quegli auguri che non ti aspetti" il commento di Davide Frattini.

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Davide Frattini

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Benjamin Netanyahu

I nemici dei miei nemici sono miei amici. Così nelle carambole diplomatiche del Medio Oriente due Paesi che non hanno relazioni (ufficiali) si ritrovano alleati. Non possono scambiarsi gli ambasciatori, si scambiano gli auguri prima della partita: via Twitter il ministero degli Esteri israeliano (è guidato dal premier Benjamin Netanyahu) ha incitato i sauditi nella sfida di apertura — con un saluto particolare a Mohammad Al-Sahlawi, la stella della squadra — e li ha complimentati per il ritorno al Mondiale dopo dodici anni di assenza. Perché — come ha spiegato pochi giorni fa il primo ministro — «i rapporti con il mondo arabo stanno migliorando oltre ogni aspettativa»: attraverso canali segreti coltiva un’intesa che ha come bersaglio l’Iran sciita e come commilitoni in questa lotta contro l’espansionismo degli ayatollah le nazioni sunnite. Il messaggio veicola anche il rimpianto degli israeliani, grandi appassionati di calcio: non raggiungono le fasi finali del Mondiale dal 1970, perché devono giocarsi le qualificazioni con le squadre europee, troppo forti per il livello locale. Quegli stessi arabi elogiati da Netanyahu (con gli iraniani e i Paesi musulmani del gruppo Asia) si rifiuterebbero di scendere in campo contro la Nazionale dello Stato ebraico: la maggior parte ancora non ne riconosce l’esistenza.

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