Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Catturato l'imam evaso, voleva fuggire in Tunisia Perchè definirlo 'radicalizzato'? è molto più chiaro terrorista
Testata: Corriere della Sera Data: 27 maggio 2018 Pagina: 8 Autore: La Redazione Titolo: «Catturato l'imam evaso Voleva fuggire in Tunisia»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA, ed.di Milano, oggi, 27/05/2018, il redazionale con il titolo "Catturato l'imam evaso Voleva fuggire in Tunisia"
Ben Mohamed Ayari Borhane
Preso a Palermo Catturato l'imam evaso Voleva fuggire in Tunisia La trappola è scattata ieri sera alla biglietteria dei traghetti di Palermo. Stava cercando di imbarcarsi per la Tunisia Ben Mohamed Ayari Borhane, 43 anni, il detenuto tunisino che nel carcere di Opera si era autoproclamato imam. Era evaso la notte tra il 17 e il 18 maggio dall'ospedale Fatebenefratelli. In mano aveva un passaporto falso. Non sapeva che dietro lo sportello, ad attenderlo, c'erano gli agenti della polizia penitenziaria. Ora è stato trasferito nelle celle della prigione Santi Consoli. Quando era fuggito da un bagno al pianoterra dell'ospedale Fatebenefratelli, simulando un tentativo di suicidio con l'escamotage delle lamette ingerite, la notte del 17 maggio, Ben Mohamed Ayari Borhane, tunisino di 43 anni, avrebbe dovuto scontare ancora 14 anni di galera per traffico di droga. Invece ieri è stato catturato a Palermo come terrorista in fuga, mentre cercava di imbarcarsi verso il suo paese d'origine, la Tunisia, dal Nic della polizia penitenziaria. Fin dal 2014 era monitorato dalle forze dell'ordine per il suo fanatismo religioso, in un progressivo percorso di radicalizzazione che l'aveva portato, nel carcere di Opera, ad autoproclamarsi imam, predicando il Jihad, la «guerra santa» in nome di Allah. Inoltre in cella aveva manifestato a più riprese comportamenti estremamente violenti contro i secondini. Dopo la fuga dall'ospedale beffando le guardie, l'uomo sarebbe arrivato a Palermo già il 20 maggio. Ieri sera è stato trovato con un passaporto falso mentre era alla biglietteria del porto, dietro il cui bancone tuttavia c'era un agente della penitenziaria con altri uomini pronti ad arrestarlo. In seguito all'evasione, le indagini sono state coordinate dal capo del pool antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili, e affidate al pm Ilaria Perinu, e hanno coinvolto la polizia penitenziaria con il supporto della Questura di Palermo.
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